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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    28/07/2008

    Tutti quanti con il drink in mano

    Filed under: — JE6 @ 08:14

    Tra qualche giorno stacco. Da buon italiano me ne vado in vacanza, un paio di settimane nei mari del Sud. Nel frattempo, domani mi faccio un giro tra Romagna e Emilia, e i due giorni successivi li passo a Roma, tanto per non perdere l’abitudine: che a me non dispiace, ma questo si sa.
    Sempre nel frattempo, penso alle vacanze, e come sempre mi capita in questo periodo mi chiedo a cosa servono. Un po’ di riposo fisico, forse. Quello sì, e di quello ce n’è bisogno. Ma per il resto, non so. C’è in giro questa voglia di catarsi, e mi pare fantastico nella sua ingenuità questo voler credere che stendersi sulla spiaggia di Riccione – o su quella di un’isola greca, mica fa differenza – ti possa rigenerare, restituendoti nuovo e migliore all’umanità: la quale, ovviamente, si sarà stesa anch’essa su quelle stesse spiagge e quindi dovrebbe tornare trasformata proprio come te.
    Mi affascina la fiducia che in tanti ripongono in questo momento, l’impegno che ci mettono perché questo sogno a tre stelle colazione inclusa si avveri in tutta la sua pienezza; e mi affascina ancora di più vedere come di anno in anno questa fiducia e questo impegno non vengono meno, come se il farsi scopare “su una spiaggia con la sabbia nei capelli o in una camera d’albergo con la sola carezza dell’aria calda che entrava dalla finestra” [1] meritasse questo investimento lungo cinquanta settimane, estate dopo estate dopo estate.
    Per quanto mi riguarda, invece, più passa il tempo e più faccio fatica a coltivare queste illusioni. Anzi, non le voglio coltivare proprio. Voglio piuttosto portarmi dietro tutto ciò che faccio e che sono nei rimanenti 350 giorni dell’anno, e – lo dico chiaro – ne voglio sentire la mancanza: proprio perché non ho una vita da buttare, come la grandissima parte di voi – anche quelli che lo pensano, e si intristiscono, e si macerano nel “dove ho sbagliato” o nel “la vita è uno schifo”. Passerò queste due o tre settimane provando a godermi ciò che avrò, come tento di fare nella cosiddetta vita di tutti i giorni; e le passerò anche aspettando di tornare a godere di ciò che – cose e soprattutto persone – fanno la mia “vita vera”. [2]

    [1] E’ una citazione, ma potete sostituirla con qualsiasi altro luogo comune in tema vacanziero, il risultato non cambia.
    [2] Che è anche quella che si fa grazie a un pc, o un BlackBerry: tanto per chiarire, eh