< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Trattato di pace
  • La benda
  • Fiscal Chernobyl
  • I cimiteri di Trieste
  • Dentro Chernobyl
  • Le cose importanti
  • Poi si mette lo zinco nell’acido diluito (venticinque aprile)
  • L’arco
  • Verso sud
  • Voci
  • September 2010
    M T W T F S S
    « Aug   Oct »
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    02/09/2010

    Un occhio, e poi l’altro

    Filed under: — JE6 @ 09:11

    Ciao papi, buonanotte.
    Buonanotte, piccolina.


    Papi.
    Sì, dimmi.
    Vieni.
    Sì, eccomi.
    Adesso ti faccio quello che mi faceva la mamma quando ero piccola.
    Oh, e cosa ti faceva.
    Mi dava un bacio su un occhio, poi me lo dava sull’altro, e io mi addormentavo.
    Sì? Non me lo ricordavo.
    Vieni qui.
    Sono qui.



    Grazie, bambina. Buonanotte.
    Buonanotte, papi.

    [Non funziona; ma si dice che sia il pensiero, quello che conta]

    Sul muretto

    Filed under: — JE6 @ 08:43

    Ogni tanto si sedevano sul muretto, quello che senza nessun motivo che agli occhi altrui sarebbe sembrato valido sentivano “loro”, e si rilassavano. Lui le diceva delle cose piccole, stai bene con questi jeans, lei sorrideva un po’ contenta e un po’ imbarazzata, a volte facevano dondolare le gambe, a volte, se faceva molto caldo, si toglievano le scarpe. Capitava che lei iniziasse a parlare, e gli raccontasse di una persona che lui aveva conosciuto di sfuggita, ricordando fatti, e persone, e viaggi, e lui stava ad ascoltare in silenzio, interrompendola ogni tanto con un oh, un davvero, rendendosi conto di quanto non si conoscono mai davvero bene le persone, di quanto queste possono sorprenderti, never judge a book by its cover, lei andava avanti e lui godeva dello stare ad ascoltarla, del poter essere seduto su quel muretto a farsi riempire dalla serenità inaspettata e invincibile di quella voce, fino a quando lei si fermava e diceva ecco, tutto qui, e allora rimaneva un lungo momento di silenzio, lei guardava un punto indistinto davanti a sè, lui sorrideva, ti ho già detto che questi jeans ti stanno molto bene, vero?