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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    01/10/2011

    Greetings from Boston – Europa

    Filed under: — JE6 @ 13:38

    Le prime due ore, quelle dopo aver messo la testa fuori dalla fermata della metro di Downtown Crossing, le prime due ore sono strane. Perché arrivi in America con gli occhi pieni di grattacieli e vetrate e limousine, poi cammini lento dentro e lungo il Boston Common, questo grande parco dove alle nove di sera il diamante del baseball è preso in ostaggio da una cinquantina di ragazzi che inseguono una mezza dozzina di fresbee, guardi questa coppia di anziani signori indiani che siedono una panchina separati da un cartone di pizza, vedi le ragazze che affrontano il venerdì sera accorciando le gonne incuranti della temperatura, ti fermi davanti alle tombe del 1600 e hai questa strana sensazione di non essere veramente in America, c’è un po’ aria di Europa, un po’ Parigi e un po’ Leeds, è come essere a casa e guardarsi da fuori.

    Greetings from Boston – The beach

    Filed under: — JE6 @ 13:25

    Mi piace il momento in cui l’aereo è abbastanza vicino a terra da farti vedere i particolari, quando scende e scende e le cose ti si avvicinano, ma quelle sono case, e guarda quella spiaggia, e allora vedi Revere Beach, capisci che tira vento perché distingui l’increspatura dell’acqua e la bandiera piantata al centro della pista dell’ippodromo, ci sono tre o quattro persone che si sono tirate su i pantaloni e camminano nell’acqua che chissà se sarà tanto fredda, un paio di cani corrono, e quel palazzo rosa proprio in riva al mare, sarà un albergo, sarebbe bello stare lì, seduti su una poltroncina in un balcone al secondo piano, a guardare l’oceano, a guardare gli aerei che atterrano e fare ciao con la mano.