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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    04/07/2013

    Comfortably numb

    Filed under: — JE6 @ 16:54

    Non ricordo bene quando ho iniziato. So che a un certo punto ho iniziato a togliere, a levare: prima sono stati i talk show politici, tutti. Via Floris e Formigli e Santoro e tutti gli altri. Poi quasi tutta l’informazione, perché alle nove di sera di notizie rilevanti che non conosci ci sono solo le breaking news. Poi, ad esempio, Fazio, perché al terzo giro non esiste un ospite che sia uno che valga la pena ascoltare per l’ennesima volta (faccio un’eccezione per D’Alema, che è il mio personale equivalente televisivo di Dark Side of the Moon). Poi un po’ di serie: persa una puntata, e quella successiva, adesso recupero e me le guardo tutte di fila e invece no, così chissà se J.J. è tornata dalla maternità, se Sara Sidle ha piantato Grissom per tornare a Las Vegas, figurati che non so nemmeno com’è finito davvero Friends. Poi Report, tanto lo schema è sempre lo stesso no? è un po’ come leggere Tuttosport se sei tifoso della Juve. E così via, togliendo, levando è rimasto lo sport, e pure lì: calcio quasi nulla, i risultati e gli highlights, due partite intere in un anno; guardo basket, e tennis, e football americano, e baseball, e snooker; vanno bene anche le freccette (sapevate che ci sono degli olandesi fortissimi? Io non l’avrei mai detto). Meglio se con squadre o atleti che non tifo, che mi stanno indifferenti (anche se poi non c’è verso, dammi Troicki – Del Potro e dopo cinque minuti mi metterò a sperare che i colpi di uno escano e i colpi dell’altro entrino. Il primo sarà Troicki, senza un motivo al mondo). Meglio se non in diretta: in diretta non guardo quasi più nulla, se Ronnie O’Sullivan sta infilando un 147 io giro quando ha imbucato la settima biglia rossa perché figurati se riesce a imbucare anche questa a tutto tavolo, e quel break di 8-0 dei Pacers non è forse solo l’inizio di una sconfitta rovinosa degli Heat e allora perché devo star qui a soffrire. Ho scoperto il bello della differita, guardo i risultati, se hanno vinto allora me la guardo tranquillo (per modo di dire: i Pats hanno preso due TD nel terzo quarto, ci mancherebbe che mi mettessi a guardare, aspetto di vedere il finale e il pugno alzato di Tom Brady), se hanno perso chi me lo fa fare di rodermi il fegato, ma puoi fare otto inning in bianco contro i Mariners, dai. E’ una specie di pace dei sensi televisiva, mi sembra di vivere meglio – se solo ci avessi pensato prima.