< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Io e il generale (di domande, risposte, presenze e assenze)
  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • August 2013
    M T W T F S S
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    04/08/2013

    Monica e Marta

    Filed under: — JE6 @ 14:45

    Arrivano insieme, camminando l’una al fianco dell’altra. Monica è piccola, uno scricciolo che ti pare che se la tocchi con un dito si rompe in mille pezzi, è bionda, vestita a righe bianche e blu, con la pelle bianca come certe pietre che trovi in montagna. Marta veste di un colore che non so definire, né rosso né viola, è di poco più grande ma è più solida, i capelli scuri lunghi e il colore di una che non si scotta ma non ama stare al sole. Parlano, a lungo. Nonostante le differenze fisiche a guardarle pare di vedere la stessa ragazza che passa davanti agli specchi deformanti del luna park. Vanno a prendersi un gelato, e poi qualcosa da bere. Quando tornano stanno ancora parlando. Chissà cos’hanno le donne da dirsi per tutto quel tempo. Quando me ne vado, non so perché ma mi viene da pensare al momento in cui si separeranno, per scelta, pigrizia, costrizione o indifferenza, e cosa diventeranno quando di una ne verranno due. E ancora senza motivo penso che una avrà un nome che potrà essere tagliato, con la solita y a chiuderlo. L’altra no, terrà il suo nome tutto intero, niente abbreviazioni né storpiature. Chissà se basterà. A guardarle credo di sì.