La meglio gioventù (reprise)
Luca risponde, con un lungo e argomentato post, a quanto scritto qui sotto qualche giorno fa, in tema di età e rinnovamento della classe dirigente italiana.
Senza avere alcuna capacità di preveggenza, e senza nemmeno tacciare Luca di prevedibilità, dirò che mi attendevo tutte le obiezioni che mi vengono mosse: per il semplice motivo che alcune tra loro sono le stesse che farei io al mio ragionamento. Però.
Luca scrive, riferendosi al sottoscritto: “Non credo che si trovi nessuno che possa obiettare al suo argomento: mentre si trovano moltissimi che il suo argomento lo usano strumentalmente e in cattiva fede per opporre resistenza a qualsiasi rinnovamento“. Bene: allora, il problema non sta nel contenuto del ragionamento in sè (che era “quello che conta è la capacità delle persone, non la loro età“), ma nel fatto che esso viene usato per difendere rendite di posizione piuttosto palesi, e quindi per continuare una distorsione che porta un italiano medio a nascere, crescere, diventare adulto e andare in pensione avendo costantemente Giulio Andreotti come compagno di strada.
In altre parole, Luca mi fa notare che sostengo una tesi giusta in termini di principio, ma che, ciò nonostante, questa va forzata perchè rischia di rafforzare uno stato di cose non più sopportabile.
Sarà. Io, però, continuo a pensare che intelligenza, preparazione e sintonia con il mondo non sono prerogativa dell’età: nè di quella avanzata, nè della gioventù (per inciso: estremizzando il ragionamento di Luca, ogni ventenne avrebbe diritto a guardare a gente come me e lui sbuffando di impazienza e roteando gli occhi, considerandoci come due insopportabili barbogi). A me andrebbe benissimo essere governato da un quarant(acinqu)enne, figuriamoci: purchè mi possa fidare di lui e mi possa riconoscere nella sua visione del mondo. Ora, sarò miope, o disattento, ma di gente di questo tipo, in giro ne vedo poca. Alla fine, i nomi sono sempre gli stessi: Enrico Letta, Matteo Arpe, Annamaria Artoni, Giuliano da Empoli e altri cinque o sei. Questa la si può definire una classe dirigente? Io ho parecchi dubbi, perchè una classe dirigente deve essere composta da centinaia, migliaia di persone capaci – appunto – di dirigere. Se penso al mondo che frequento tutti i giorni per motivi di lavoro, devo onestamente – e con rammarico – dire che il passaggio dai sessantenni ai quarantenni ci porterebbe come unico reale beneficio quello di vedere qualche faccia nuova al telegiornale. E questo non farebbe altro che dare il colpo di grazia alla credibilità, già non elevatissima, della mia generazione; spiace dirlo, ma se è vero che in molti si sono impegnati per non farci sedere al tavolo, è anche vero che quando ne abbiamo avuto la possibilità ci siamo giocati male le nostre carte. Trovatemi qualcuno che sappia mettere giù una scala reale per questo strambo paese, giuro che della sua carta d’identità non me ne frega nulla.
Wittgenstein
December 8th, 2005 at 19:35
Io credo comunque che in questo paese ci sia un grosso blocco. Da trentenne, mi rendo conto che emergere è difficilissimo, a meno di non essere amici dei pezzi grossi. Non bastano le idee se nessuno, per presa di posizione miope e stupida, ti ascolta.
December 9th, 2005 at 11:22
Il suo ragionamento non fa una piega ma è viziato all’origine da quello che per me non è un problema di poco conto: è vero, i “giovani” (suvvia, parliamo spesso di qualche 40enne se non 45enne) devono per candidarsi dimostrare di essere “a livello”. Ma a livello di chi? A me il livello dell’attuale classe dirigente sembra indicibilmente basso. é per questo, non per prese di posizione legate a chissà quale ideologia, che si dice “ma perchè non proviamo qualcun’altro, qualcuno più giovane, della gente che magari potrebbe avere più fame e più voglia, meno collusioni e un’idea meno lontana di cos’è la vita reale della gente comune?”
Più fame, più voglia, meno collusioni, un’idea meno lontana di cos’è la vita reale della gente comune.
Questo mi sono ridotto a vagheggiare.
December 9th, 2005 at 11:34
Temo di non riuscire a spiegarmi. Lo vedo bene anch’io qual è il livello della nostra classe dirigente. Ma se non lo si riesce ad elevare, è tutta colpa di chi pervicacemente vuole continuare a occupare una poltrona? Mettiamola in altro modo: lei è milanista, vede bene con i suoi occhi il livello della difesa un tempo “la più forte del mondo”. Se Cafu-Nesta-Maldini continuano a scendere in campo, non è che c’è un problema in panchina (e non parlo dell’allenatore)?
December 9th, 2005 at 12:03
Proviamo a metterla così: una classe dirigente di livello decente si pone anche il problema di crescere i propri eredi. Magari se la generazione dei quarantenni è così mediocre la colpa è anche di chi da loro si sente minacciato e fa di tutto per tagliargli le gambe.
Ad esempio, gli incarichi locali delle istituzioni e dei partiti dovrebbero essere il vivaio da cui viene fuori la classe dirigente nazionale di domani. Dalle mie parti invece sono dominati da pescicani sessantenni, che passano tutta la vita a fare (ipotizzo) l’assessore provinciale ai lavori pubblici, perché esercitano una poszione di potere, e stanno attenti a far fuori chiunque non voglia solo essere un portaborse.
December 9th, 2005 at 12:34
Guardi io non volevo metterla sul calcistico, ma l’ha messa lei: Maldini è quello che è e quello che è stato, ma se continua ad apparire ogni settimana più lento cosa dovrebbe fare il Milan? Tenerselo per il prossimo anno perchè “unocomepaolinonocisaràmaipiù” oppure comprare (chessò) Barzagli del Palermo che magari come Paolino non sarà mai ma corre di più e ha presumibilmente una voglia matta di far vedere quanto è bravo?
Se in panchina non c’è nessuno in grado di sostituire i quattro senatori è perchè non ce ne sono in giro di buon livello o perchè il Milan ha preferito negli ultimi anni spendere i soldi altrove e tenere in rosa dei difensori non particolarmente dispendiosi e non in grado di “infastidire” i quattro titolari mettendo a rischio con le loro potenzialità il posto da titolare? (ecco, in quest’ultimo punto la metafora mi pare particolarmente riuscita, rigiratevela in politichese e se volete ne parliamo)
December 9th, 2005 at 12:35
A proposito: quoto Lester.
ciao