< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • December 2008
    M T W T F S S
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    31/12/2008

    Andare oltre l’incipit (aspettando l’anno che verrà)

    Filed under: — JE6 @ 09:33

    Tornare a vedere e a far ridere una persona, non perderne un’altra guardandola andarsene, ritrovarne una terza, leggere un classico russo, andare e tornare da Chisinau in pullman, essere meno cinico, essere più cinico, tornare ad interessarmi delle cose del mondo, dormire meglio, comprare un’azienda, non stupirmi per non restarci male, stupirmi per vedere il grasso che cola, dire un po’ meno “io”, prendere per il culo chi si mette al centro del mondo e pensa di essere l’unico artefice del suo destino, far passare la nottata, andare oltre l’incipit.

    Linee

    Filed under: — JE6 @ 00:01

    “Col passare degli anni un uomo popola l’universo di immagini di province, regni, montagne, baie, navi, isole, pesci, stanze, arnesi, stalle, cavalli e persone. Poco prima di morire scopre che questo paziente labirinto di linee disegna l’immagine del suo stesso volto.”

    Ho trovato queste righe di Borges spulciando dentro una vecchia agenda. Mi sembrano un buon modo per concludere un anno.