Di accessi, scrittura, pubblicità ed amletici dubbi
Carlo mi fa l’onore di un post dedicato ad approfondire il tema del rapporto tra come e cosa si scrive su un blog ed i numeri che definiscono la vita del blog medesimo.
Tra il serio ed il faceto, devo far notare a Carlo che:
a) Un post che arriva alle tre del mattino, dopo sette ore di macchina ed una analisi dei dati di accesso, rischia di essere affetto da umana stanchezza;
b) Se la fonte informativa è Shinystat, beh, qualche dubbio è lecito – vedi le fantasmagoriche avventure di Mantellini (Automagie a Shiny).
Detto questo, continuo a non essere convinto dell’assenza di legame tra scrittura e numeri.
Perchè ci sono blog che vengono letti da molte persone tutti i giorni? Suppongo che la cosa avvenga sia per la qualità del contenuto, sia per il valore della strategia pubblicitaria (spesso del tutto involontaria) del blogger: Luca Sofri ha pubblicamente detto di essere convinto che buona parte del successo del suo blog derivi dal suo essere “personaggio televisivo”; ma ha – correttamente – aggiunto che poi, se un blog è buono, si afferma da sè.
Detto in altre parole, essere “famosi” (per un qualsiasi motivo, sia esso la frequentazione delle telecamere oppure l’aver costruito un clone di un sito molto discusso) aiuta a creare una prima ondata di visite; essere “bravi” è fondamentale a creare un rapporto continuativo con chi visita il blog – e magari decide di fermarsi a commentarlo.
Ora, rimane una questione da affrontare: essere “bravi” significa essere paraculi? Significa anche gettarsi e sfruttare, con mera abilità di tecnica di scrittura, su un argomento che si avverte essere di moda, anche quando si vorrebbe scrivere un post banalissimo su quanto è bello guardare la luna e le stelle tenendo per mano la propria amata?
April 18th, 2003 at 11:16
Per me cadi in una trappola logica: se definisci bravo chi fa molti contatti è chiaro che chi fa molti contatti è bravo.
E’ un po’ come l’intelligenza o la simpatia, non sono cose che si riconducono ad un numero. Il numero conta ma non è l’unica misura, altrimenti si finisce tutti a mettere su tette e culi (sia inteso come metafora: anche l’attacco a QS è una tetta o un culo), e diventiamo Espresso e Panorama.
Ciao, Massimo.
April 18th, 2003 at 11:44
Massimo, thank you for coming. Mettiamola così: se un blog che non gode di appoggi massmediatici gode di un numero di accessi costantemente alto, fatto soprattutto di visitatori ricorrenti, si deve supporre che i visitatori stessi non siano una manica di masochisti. Tornano su quel blog perchè ci trovano qualcosa (qualsiasi cosa) che gli piace. Oggi, domani, dopodomani. Beh, nel marketing (ma anche nel comune buonsenso), questo è un indice di qualità , che si sposa ad un elemento qualitativo. Ovviamente, il tutto è relativo: ciò che per me è bello e buono può non esserlo per te, e viceversa. Ma vorrei essere chiaro su un punto: vedo tutti giorni blog che se ne fregano degli accessi, dei numeri, che non pensano minimamente a tette e culi (fuori e dentro di metafora). E mi sembrano una grande ricchezza. Ciao, Sergio.
April 20th, 2003 at 21:56
Quando avevo pochi lettori, avevo molti commenti, c’era molta vita sul mio blog. Adesso che ho molti più lettori, ho molti meno commenti. E questo, per me, è motivo di rilfessione. I numeri infatti mi interessano poco, sono più interessato alle discussioni, alle chiacchiere, ai commenti, al cicaleccio, la vita del blog mi interessa molto, ma molto di più. Fondamentale: non so se il mio sia un blog di successo, ma non me lo sono neppure mai chiesto.