Greetings from New York ’09 – Patrimonio
Sei anni fa era una mattina di giugno, una domenica fredda e piovosa quando passai per caso davanti al Caffè Reggio e feci una cosa che quando viaggio non faccio quasi mai – entrare in un locale “italiano”. Per l’orario e per il clima eravamo in quattro gatti, nel locale c’era il silenzio sonnolento del risveglio e del torpore, accompagnato dalla musica classica che è il marchio distintivo del locale, insieme alla sua famosa macchina del caffè. Questa sera c’era molta più gente, i tavoli erano quasi tutti pieni, una ragazza rideva forte, MacDougal Street era un fiume di gente che si preparava a passare la serata al Village. Ma ad un certo punto la ragazza ha smesso di ridere, per pochi secondi anche il brusio di tutti gli altri clienti si è calmato, e in quel momento si sono sentite distintamente le note di un brano di musica classica, e il Caffè Reggio è tornato ad essere quello che è per tutti, quello che dovrebbe sempre essere – un piccolissimo pezzo dell’Italia del primo Novecento portato nel Greenwich Village, come una futura memoria.
June 17th, 2009 at 09:30
Cos’è il dima?
June 17th, 2009 at 09:42
Il Caffè Reggio me lo sono perso. Tocca che me lo segno.
🙂