< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • O. e le sue sorelle
  • 1,47
  • Un po’ di meno e un po’ di più
  • My own private Ukraine (qualche tempo dopo)
  • Carezze
  • E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra
  • Anacronismi (la storia sono loro)
  • Come un cattivo destino
  • Il motore della vita
  • Evaporando a Fuxing Park
  • September 2009
    M T W T F S S
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    18/09/2009

    Una giornata particolare

    Filed under: — JE6 @ 10:09

    Credo che a stare tanto “in rete” si prendano alcune cattive abitudini. Ci si abitua, ad esempio, ad avere notizia di qualunque cosa in tempo reale, come si suol dire: e non parlo solo dei fatti che succedono alle persone che poi immediatamente le riversano su un qualsiasi social network – il fortissimo temporale in Liguria, la scossa di terremoto in Abruzzo, l’eliambulanza che volteggia su Mestre -, quelli insomma che fanno parlare di citizen journalism. A stare in rete ci si abitua anche alla comunicazione immediata di ciò che chiunque altro può avere sotto gli occhi, di ciò che in moltissimi hanno sotto gli occhi nello stesso identico momento, e che quindi difficilmente può essere definito come notizia: il gol di Inzaghi, la proclamazione di Miss Italia, cose così. Se siete su FriendFeed ci potete scommettere i dieci Euro che avete in tasca: alle 21.04 Diego insacca con un preciso destro dai sedici metri, alle 21.04.01 è una raffica di “Goooooooolllllllll!” in una poderosa sagra del già visto e del “ma non mi dire”.
    Ieri nessuna – ripeto: nessuna – delle 113 persone delle quali mi arrivano automaticamente gli aggiornamenti sulla home page di FriendFeed ha dato “notizia” della morte dei militari italiani a Kabul, magari semplicemente rilanciando un flash di Repubblica.it, prima di un paio d’ore dall’avvenimento. Nel frattempo, durante la mattina si erano susseguiti thread da decine di interventi sulla depilazione femminile, su una job search di Wired, sulla necessità di un idraulico a Roma, come se nulla fosse successo. Mi è venuto da fare un po’ di ironia al riguardo e ho citato la teoria di un’amica, la quale sostiene che su blog e social network una persona dotata di raziocinio scrive solo delle cose delle quali non gli interessa nulla, il che dimostrava quanto il tragico fatto fosse importante per tutti. Alcuni mi hanno risposto che loro sapevano, ma che non avevano scritto nulla perché quello era il momento del dolore, altri mi hanno detto che il silenzio dipendeva dal non aver voglia di accendere il fuoco delle polemiche “cosa ci stiamo a fare in Afghanistan, gli americani cattivi, l’invasione” – tutti confondendo, secondo me, l’esprimere un giudizio di valore con il condividere una notizia.
    Non è, quella che qui sto raccontando, una cosa molto importante, me ne rendo conto. Ne parlo perché sui social network ci stiamo in tanti, e perché forse non ho di meglio di cui scrivere: so benissimo di frequentare un microcosmo, che – in quanto tale – non è rappresentativo che di se stesso; è solo che mi piacerebbe togliermi il cattivo retropensiero che tanti provano fastidio a parlare della gente in divisa quando questa non fa chiaramente la figura del cattivo. Magari è tutto molto semplice, magari quello di ieri è stato solo un caso, magari sono io che sono inutilmente e immotivatamente sospettoso – mi piacerebbe davvero che fosse così.

    7 Responses to “Una giornata particolare”

    1. Achille Says:

      La rete è il problema, la rete è la risposta: aggiungere persone, toglierne alcune, seguirne altre, smettere di farlo con altre ancora non è un delitto. Nei miei contatti alcuni hanno rilanciato la notizia, raccogliendo a dire il vero pochi commenti, ma l’hanno fatto.

    2. giorgia Says:

      Io invece mi sono trovata impelagata in un thread in cui la gente s’indignava perché non è stato dato il dovuto rilievo alla notizia della liquidazione dell’agenzia fotografica Grazia Neri, appresa invece tramite la stampa estera. Avendo osservato che, probabilmente, la questione in quel momento per la stampa non era tanto importante e/o urgente quanto la morte di sei persone in un attentato, mi è stato risposto, testuale: “@giorgia… niente polemiche pls”, come se puntualizzare l’ovvio fosse solo indice di voler innescare una polemica.

    3. S. Says:

      Io ho scritto http://ff.im/8gffD ma non ho ottenuto nessuna risposta.

    4. Abi Says:

      Concordo con la tua amica. Personalmente, in rete, non parlo di nulla che sia davvero importante.

    5. DestraLab » Forse Says:

      […] retorica nazional-popolare, come sentivo qulacuno lamentare ieri sera a radio24, forse ha ragione la sua amica a dire che sul web una “persona dotata di raziocinio scrive solo delle cose delle quali non […]

    6. Forse | succoso Says:

      […] è solo retorica nazional-popolare, come sentivo lamentare ieri sera a radio24, forse ha ragione la sua amica a dire che sul web una “persona dotata […]

    7. Carlo M Says:

      1) su blog e social network una persona dotata di raziocinio scrive solo delle cose delle quali non gli interessa nulla.
      2) alcuni non ne hanno scritto perché hanno pensato che quello era il momento del dolore.
      3) altri non ne hanno scritto per non accendere il fuoco delle polemiche.

      a me sembrano tre ragioni plausibili.

    Leave a Reply