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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    22/09/2011

    Gruesse aus Köln 2011 – Un respiro solo

    Filed under: — JE6 @ 23:34

    Colonia è un respiro tra un aereo in ritardo e una persona da vedere in fiera, è una cena di fretta con la camicia appiccicata sulle spalle, è un tassista che ti porta dalla parte sbagliata della zona pedonale, è un concierge dell’entroterra di Sanremo che non ha perso l’accento a dispetto dei trentacinque anni passati in Germania. Colonia questa volta mi sfugge nella fretta del flipper di questi giorni ma c’è un momento, un momento preciso, è il momento in cui il tram della Schnellbahn si ferma proprio a metà di uno dei grandi ponti che attraversano il Reno, il momento in cui basta voltare la testa per guardare la città vecchia, Altstadt, per fissare le guglie nere della cattedrale nel cielo azzurro e nell’aria fresca dell’estate del nord, per pensare che è sempre bello tornarci, anche se per poco, per un respiro solo.

    Come se fosse vera

    Filed under: — JE6 @ 17:22

    La fregatura con certa gente è che ti ci affezioni come se fosse vera, come se fosse fatta di carne e ossa che parla a-te-proprio-a-te dicendo tutte le parole giuste, e invece bisognerebbe considerarla per quella che è – la copertina di plastica di un cd, un mp3 da spostare da un hard disk a un iPod. Così non ci si intristirebbe né a sapere che quella gente ha deciso nella vita di mettersi a fare altro che parlare-a-te-proprio-a-te, né a vederla sempre più lontana da ciò che una volta era e oggi non riesce più a essere, non si sarebbe costretti a patetiche difese beh-ma-una-grande-canzone-riescono-a-metterla-in-ogni-disco, non si dovrebbero chiudere occhi e orecchie come si è fatto tante altre volte – dio, ma hai visto come si è ridotto Lampard, non esce più dal cerchio di centrocampo nemmeno se preso a calci. E invece a certa gente ti ci affezioni come se fosse vera, e allora.

    [I R.E.M. han detto che si sono sciolti. E qui, che un giorno volando sopra il deserto del Nevada ci si è fatti prendere dallo struggimento adolescenziale e ci si è messi a cantare sottovoce All the way to Reno guardando i tre pollici di mappa sullo schienale del sedile dell’aereo senza provare vergogna ma contando sulla comprensione del vicino di posto, qui si pensa che hanno fatto bene, che avrebbero dovuto farlo prima ma che va bene così, che se non si è capaci o non si è riusciti a uscire di scena quando si era al massimo in fondo va bene se si molla il colpo quando non si è ancora toccato il fondo. Poi sì, hanno già annunciato il best of, e arriverà la reunion, e il tour mondiale per danzare sotto il proprio stesso totem, ma per sputar veleno ci sarà tempo. Anzi no, si troverà un’altra giustificazione, perché la fregatura con certa gente è che ti ci affezioni come se fosse vera]