“Dì buongiorno ai signori”
Se c’era un modo per mandare in vacca il beau geste fatto domenica scorsa dai giocatori e – soprattutto – dall’allenatore della Fiorentina (schierarsi per applaudire gli avversari, al termine della partita) era quello di codificarlo, rendendolo burocratico come il controllo dei tacchetti prima di entrare in campo. Però i tempi sono quelli che sono, in fondo obblighiamo i bambini a imparare a salutare le persone sperando che arrivino ad averlo come un comportamento spontaneo, magari funziona anche con i frequentatori degli stadi di calcio.
Corriere.it
December 4th, 2007 at 12:23
Da pallavolista posso dirti che il saluto a fine gara (che per noi è da sempre un obbligo) è utilissimo, soprattutto se ci sono sanzioni per chi non lo fa. Aiuta a controllarsi, sei costretto a star buono 30 secondi, e quindi necessariamente a tener a bada gli istinti.
December 4th, 2007 at 12:29
Pacca e buffetto, calciatore perfetto! Eia Eia…
December 4th, 2007 at 12:29
E infatti, mi auguro che quello sia l’effetto. Però mi chiedo se e quanto valore ha obbligare a stringersi la mano due che si sono pestati in modo cattivo per tutta una partita: la differenza con il rugby è tutta lì (e il fatto che nella pallavolo manchi il contatto fisico non mi pare un particolare irrilevante).
December 4th, 2007 at 17:11
e cmq spesso il QI di un calciatore è inferiore a quello di un bambino…
potrebbe funzionare, quindi.
December 4th, 2007 at 23:27
Hai già detto tutto tu. Quando imponi qualcosa annulli sempre la bellezza della spontaneità.