“Dì buongiorno ai signori”
Se c’era un modo per mandare in vacca il beau geste fatto domenica scorsa dai giocatori e – soprattutto – dall’allenatore della Fiorentina (schierarsi per applaudire gli avversari, al termine della partita) era quello di codificarlo, rendendolo burocratico come il controllo dei tacchetti prima di entrare in campo. Però i tempi sono quelli che sono, in fondo obblighiamo i bambini a imparare a salutare le persone sperando che arrivino ad averlo come un comportamento spontaneo, magari funziona anche con i frequentatori degli stadi di calcio.
Corriere.it