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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    23/06/2003

    Filed under: — JE6 @ 11:21

    Di parchi, persone e possibile telepatia
    Bel post di B. Georg sui ritrovi degli immigrati (e su alcune assurde normative comunali), durante i giorni di festa, nella metropoli europea a nome Milano. Sempre per gli abitanti della città cun-el-coeur-in-man, Federico Rampini ha scritto un bell’articolo su Repubblica (in prima della cronaca milanese) di ieri.

    22/06/2003

    Filed under: — JE6 @ 21:46

    Giorno di festa
    In mezzo al campo sono almeno ventidue, forse qualcuno di più. Hanno le magliette tutte uguali, come le squadre vere, i portieri calzano i guanti, ed a volte i pantaloncini con le imbottiture. Tutt’intorno, sono centinaia, famiglie, gruppi di amici, alcuni portano gli ombrelloni da mare e quasi tutti bottiglie e cibi. Giocatori e spettatori sembrano non soffrire il caldo, sotto la corazza della loro pelle olivastra e dei loro capelli di fil di ferro. I bambini corrono, la partita sembra, e forse è, solo un pretesto per trovarsi, figli di un altro continente nel suo giorno di libertà.
    A poca distanza, sull’asfalto del capolinea degli autobus si radunano decine di furgoni che hanno centinaia di migliaia di chilometri sulle gomme, e centinaia di uomini e donne che portano e ritirano pacchi. Gli indirizzi, scritti con pennarelli a punta larga sul cartone degli imballaggi, parlano, attraverso le strane forme di un altro alfabeto, di paesi lontani e freddi, di campi di grano, scorie radioattive, soldati e giocatori di calcio. Sulle panchine del vialetto che porta alla fermata della metropolitana, gruppi di donne siedono, ridono, si confidano, si scambiano indirizzi, tirano fuori dalle borse i sofferti soldi che servono a mantenere figli lasciati troppi anni fa, e che passeranno di mano in mano e di confine in confine fino ad arrivare, forse, a bambini diventati ormai grandi.
    Sul viale passano due anziane signore. Una si copre con un ombrellino da sole.

    Filed under: — JE6 @ 14:18

    Surrogato
    Non sono andato al Telefilm Festival. In compenso, il mi’ babbo (sant’uomo) mi ha dato qualcosa come sedici ore dell’ultima stagione di ER. Registrando, si è persino preso cura di tagliare gli stacchi pubblicitari.
    Ventilatore e bottiglia di spuma. Si parte.
    Oh, si è appena ripresentata la dottoressa Susan Lewis. E chi si muove, da qui?

    Filed under: — JE6 @ 14:12

    Braccia (davvero) rubate all’agricoltura
    In questo momento, MTV sta trasmettendo un set live di Morgan. Sì, Bluvertigo, Asia Argento, Andrea Pezzi, proprio lui. Hm. Già detto tutto nel titolo del post, credo.

    21/06/2003

    Filed under: — JE6 @ 21:29

    Voci
    A volte, le persone hanno esattamente la voce che ti aspetti.

    Filed under: — JE6 @ 14:29

    L’hanno appena detto al telegiornale
    Oggi, ufficialmente, è estate. E le ultime tre settimane, con il termometro persino stufo di stare sempre là in alto, sopra i trenta, cosa sono state?

    Filed under: — JE6 @ 14:27

    Sweet Home Teheran
    Il tentativo degli studenti iraniani di ribellarsi alla (e liberarsi della) teocrazia che governa il loro paese andrebbe sostenuto “a prescindere”. Perchè – così a me sembra – non ha a che fare con i massimi sistemi: è l’espressione del desiderio di una vita normale, nella quale sia possibile scegliere se andare per strada tenendosi per mano oppure no, nella quale sia possibile scegliere se guardare un certo canale televisivo oppure no, nella quale sia possibile scegliere se coprire il volto con un velo oppure no. Cose così, semplici, piccole e fondamentali, e quindi – al tempo stesso – grandi. Che il vento sia alle vostre spalle, ragazzi di Persia.

    20/06/2003

    Filed under: — JE6 @ 12:45

    [Oggi, a quanto pare, niente polemiche, niente disvelamenti, niente ponderose riflessioni. Non fosse abusato il termine, si potrebbe parlare di “fuffa”. Lasciamo stare. Fa caldo, ma non è umido. Alcuni vanno al mare, altri al festival dei telefilm, i post sono pregni del nulla, l’aria è densa di un desiderio di allegra tranquillità. Era ora.]

    Filed under: — JE6 @ 08:38

    Noi, gente di una certa età
    Ci ritroviamo a fare cose come questa. Invecchiare male, e rendersene conto.

    Filed under: — JE6 @ 08:37

    Ritmo!
    Se qualcuno fosse così gentile da evitarmi l’orribile esperienza della ricerca su Google, e farmi sapere chi è il batterista che suona con Finardi in “Musica ribelle”, ecco, questo qualcuno si sarebbe guadagnato la mia gratitudine per almeno tutto il week-end.
    Scritto prima di sapere il nome: per come suona in quel pezzo, il signore in questione si mette alla pari di Stewart Copeland, Ian Paice e Franz Di Cioccio. Tra poco scoprirò che suona correntemente per Cristina D’Avena.