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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    14/03/2005

    Parola di Dio

    Filed under: — JE6 @ 13:31

    Io non so se questa moda di allegare a un quotidiano un testo sacro di una religione monoteista sia una grande idea (a dire il vero, sospetto che i direttori e gli strateghi del marketing stiano raschiando il fondo del barile, avendo esaurito ogni altro libro allegabile: manca la collezione di Sukia, e poi la lista è completa).
    Chi ha preso in mano almeno una volta la Bibbia sa che il lettore ha un vitale bisogno di intermediazione: di qualcuno che gli sappia spiegare che cosa sta leggendo, che lo aiuti a districarsi nelle metafore, nelle parabole, nei racconti storici. Magari per arrivare alla conclusione, semplice ma non banale, che l’essenza del cristianesimo sta in quell’ama il prossimo tuo come te stesso che mostra le straordinarie capacità di sintesi di Gesù Cristo.
    Invece, il lettore va in edicola, e insieme alle avventure del PresDelCons si porta a casa un migliaio di pagine finemente rilegate, di fronte alle quali può solo essere preso da una sensazione di smarrimento cosmico che lo indurrà a trovar posto in libreria al sacro tomo, per poi a dedicarsi ad altre letture meno ponderose.
    E allora, si dirà? Non è comunque una cosa buona dare l’occasione a chiunque di leggere – anche per mero desiderio di erudizione – la Genesi o la parabola del Buon Samaritano? Ripeto: non so. Perchè, di questi tempi, una lettura non mediata di questi testi può persino essere pericolosa, e di problemi legati all’incontro/scontro tra religioni ne abbiamo già a sufficienza, direi.

    Peraltro, se l’esegeta è Vittorio Feltri, direi che la soluzione migliore è davvero quella di tuffarsi su Tiramolla, che al massimo si presta a qualche doppio senso di natura sessuale.