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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    19/06/2006

    Greetings from Bucharest – 4. Fumo di Romania

    Filed under: — JE6 @ 11:59

    Immagino che Bucarest abbia vissuto una sua propria età dell’oro; lo si intuisce dalla maestosità e dalla grazia di certi palazzi, che non stonerebbero in Francia o in Germania. Non so se questa età dell’oro sia relativamente vicina nel tempo – cinquanta, sessanta, forse settant’anni – oppure se risale all’epoca delle crinoline e dei telefoni bianchi; bisognerebbe essere capaci di fare una di quelle analisi tipo “Carbonio 14”, prendere un muro di un edificio qualsiasi e scrostarlo della patina nera che ricopre quasi qualsiasi oggetto, come se in questo posto non piovesse mai e le poche gocce che scendono dal cielo fossero intrise di fuliggine e tristezza. Avete presente la faccia di un minatore? Ecco, Bucarest ha quella faccia. Come i minatori emana lampi di luce, sorride attraverso aiuole fiorite e cartelloni di Vodafone, ma ha i lineamenti scolpiti in un nero che non è soltanto sporco.

    Greetings from Bucharest – 3. Men at work

    Filed under: — JE6 @ 11:48

    Bisogna avere le coronarie forti per sopravvivere al traffico di questa città. Ci sono milioni di vetture in giro; la gran parte sono Dacia 1310 o 1410 – non chiedetemi di spiegare il modello, sembra una vecchia Renault 12 presa a martellate da un ubriaco – che sfrecciano a velocità spaventose passando da grandi vialoni a viuzze strettissime senza minimamente cambiare stile di guida. Sembra che gli autisti gradiscano molto suonare incessantemente il clacson, accompagnando l’azione con urla belluine e gesti che ricordano molto gli usi e costumi stradali della madre patria. Almeno metà dei marciapiedi è terremotato da lavori di ogni tipo, ruspe e camion sono assiepati ai lati di strade che hanno certamente visto tempi migliori; sembra un paese sospeso tra povertà e sviluppo, e non capisco se i cantieri hanno lo scopo di disfarsi del passato, di costruire il futuro oppure – più semplicemente – di tenere occupati un po’ di sudatissimi operai.

    Greetings from Bucharest – 2. Notti magiche (reprise)

    Filed under: — JE6 @ 08:41

    Credo che il taxista abbia capito che sono italiano. Così, dopo qualche minuto, cambia la stazione radiofonica; Adriano Celentano. Sono troppo stanco per implorarlo di tornare al folclore rumeno che allietava la vettura – che casino che è scoppiato quaggiù.

    Greetings from Bucharest – 1. Notti magiche

    Filed under: — JE6 @ 08:39

    All’una di notte, con l’aria fresca che entra nel taxi e che mi risveglia dal torpore del viaggio, incrociamo un corteo nuziale. Sono tutti in moto, il ragazzo che guida e la ragazza che gli cinge la vita; occupano le tre corsie di questo enorme vialone, le auto gli passano in mezzo e suonano il clacson per salutare. La sposa ha ancora il suo vestito bianco, lo strascico e il velo si alzano nell’aria. Sembra un film di Fellini.