< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Di pietre e fiducia
  • Mustafa e mia mamma
  • Libri
  • Broncio
  • Kefiah
  • Trattato di pace
  • La benda
  • Fiscal Chernobyl
  • I cimiteri di Trieste
  • Dentro Chernobyl
  • September 2008
    M T W T F S S
    « Aug   Oct »
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    2930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    20/09/2008

    Tutti

    Filed under: — JE6 @ 14:44

    Questa mattina leggevo il quaderno di italiano della persona corta. Domanda della maestra: Cos’è la storia? Tra le risposte riportate, c’è quella inconsapevolmente fantastica di una bambina – poco più di sette anni – che dice: Tutti hanno una storia.
    Naturalmente, c’è chi la sua storia la sa raccontare e chi no, o lo fa in modo aggrovigliato e poco stimolante – e, altrettanto naturalmente, ci sono storie più avvincenti e altre più ordinarie. Ma a coloro che, pur con qualche buona ragione, si strappano vesti e capelli lamentando una cosa vaga come l’incapacità della blogosfera italiana di fare informazione io metterei sotto gli occhi la frase di quella compagna di classe della persona corta, e chiederei di ripensare un po’ a ciò che dicono – chè, forse, questo prodigioso ammasso di parole apparentemente vane ogni giorno riversate dalle tastiere di decine di migliaia di abitanti di questo paese è invece davvero la più spettacolosa e precisa fonte e forma di informazione di cui disponiamo oggi per capire come davvero vanno le cose. Che poi noi non si sia capaci di capirlo, questo è un altro discorso.