< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • Dare i nomi alle cose
  • Nella bolla
  • L’altra zona
  • Questa era l’acqua
  • Di pietre e fiducia
  • Mustafa e mia mamma
  • December 2009
    M T W T F S S
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    28/12/2009

    You come and go, you come and go-oh-oh

    Filed under: — JE6 @ 21:32

    Scendo la lunga scalinata cacciando le mani infreddolite in fondo alle tasche dei jeans. Intorno ci sono un milione di persone che si muovono, quelle che comprano i biglietti, quelle che corrono verso la metropolitana, quelle che si perdono, quelle che cercano un taxi, quelle che abbordano, quelle che si fanno abbordare, quelle che guardano sorridendo, quelle che salutano. Sono quasi arrivato quando dal ronzio di fondo sento alcune voci sgraziate che emergono dal profondo di un decennio lontano, lustrini e obiettivi flou; mi fermo, un piede su uno scalino e uno su quello sottostante, mi volto, e loro sono lì, due seduti su una panca di marmo e due in piedi, e ridono, e fumano, e uno passa una bottiglia a un altro, e non sembra che abbiano freddo anche se hanno giacche a vento sporche e vecchie e suole liscie e scollate, e cantano. Riprendo a scendere, mi metto a ridere, la strofa di Karma Chameleon sfuma mentre arrivo all’ingresso della metropolitana.