< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"

    "Post sotto l'albero 2010"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2010 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Quando sarà finita
  • 13D
  • Mille, mille e cento metri
  • Deflated
  • Lungo il fronte
  • Dentro la circonvallazione
  • Dito, luna
  • “E non dire di quelli che sono morti sulla via di Allah: ‘Sono morti’. No, sono vivi ma tu non li senti”
  • Ieri
  • “Aspetto”
  • September 2010
    M T W T F S S
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign

     

    03/09/2010

    “La corte ha raggiunto un verdetto?”

    Filed under: — JE6 @ 08:01

    Sai quei giorni che sei lì, in piedi, in silenzio davanti al banco del giudice, in attesa, che il poliziotto va dai giurati, prende il foglio piegato a metà e gira i tacchi e lo porta all’uomo vestito con la toga nera e quello lo prende, lo apre, non muove un muscolo della faccia che sia uno e tu l’unica cosa che puoi fare è stare lì, in piedi, in silenzio, in attesa? Ecco.

    02/09/2010

    Un occhio, e poi l’altro

    Filed under: — JE6 @ 09:11

    Ciao papi, buonanotte.
    Buonanotte, piccolina.


    Papi.
    Sì, dimmi.
    Vieni.
    Sì, eccomi.
    Adesso ti faccio quello che mi faceva la mamma quando ero piccola.
    Oh, e cosa ti faceva.
    Mi dava un bacio su un occhio, poi me lo dava sull’altro, e io mi addormentavo.
    Sì? Non me lo ricordavo.
    Vieni qui.
    Sono qui.



    Grazie, bambina. Buonanotte.
    Buonanotte, papi.

    [Non funziona; ma si dice che sia il pensiero, quello che conta]

    Sul muretto

    Filed under: — JE6 @ 08:43

    Ogni tanto si sedevano sul muretto, quello che senza nessun motivo che agli occhi altrui sarebbe sembrato valido sentivano “loro”, e si rilassavano. Lui le diceva delle cose piccole, stai bene con questi jeans, lei sorrideva un po’ contenta e un po’ imbarazzata, a volte facevano dondolare le gambe, a volte, se faceva molto caldo, si toglievano le scarpe. Capitava che lei iniziasse a parlare, e gli raccontasse di una persona che lui aveva conosciuto di sfuggita, ricordando fatti, e persone, e viaggi, e lui stava ad ascoltare in silenzio, interrompendola ogni tanto con un oh, un davvero, rendendosi conto di quanto non si conoscono mai davvero bene le persone, di quanto queste possono sorprenderti, never judge a book by its cover, lei andava avanti e lui godeva dello stare ad ascoltarla, del poter essere seduto su quel muretto a farsi riempire dalla serenità inaspettata e invincibile di quella voce, fino a quando lei si fermava e diceva ecco, tutto qui, e allora rimaneva un lungo momento di silenzio, lei guardava un punto indistinto davanti a sè, lui sorrideva, ti ho già detto che questi jeans ti stanno molto bene, vero?

    01/09/2010

    From scratch

    Filed under: — JE6 @ 14:25

    L’altro giorno ho aperto un nuovo coso. Non importa cos’è, né come si chiama. E’ un affare che non conosce nessuno: niente commenti-reblog-retwit-like-share-followers-fans-accessiunici, niente. Non è una cosa che faccio per me: quando si pubblicano le proprie cose non lo si fa per se stessi, ma perché qualcuno – uno o centomila; eventualmente nessuno – le veda e le faccia un po’ proprie. Però è istruttivo. Sette anni e mezzo fa, quando ho aperto questo blog, ero esattamente nelle stesse condizioni. Uno zero fra gli zeri. Oggi è lo stesso, e ogni tanto ripartire da zero serve.

    Le cose cambiano

    Filed under: — JE6 @ 12:12

    Dopo sette anni e mezzo di blog, e credo un tre di socialcosi, sto smettendo di scrivere su questi ultimi e – da un’altra parte – ho postato per la prima volta un’immagine.

    Draft

    Filed under: — JE6 @ 07:20

    Quando hai i post lì, belli pronti, già scritti, riletti, limati, e li tieni in bozza, allora forse è il momento di chiudere.