< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • Io e il generale (di domande, risposte, presenze e assenze)
  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • May 2003
    M T W T F S S
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    10/05/2003

    Filed under: — JE6 @ 23:23

    La fine del mondo non è dietro l’angolo. A meno che non sia già arrivata
    Commentando questo post, Angelocesare scrive: Pubblicità = Fine dei blog.
    Non fosse altro che perchè mi guadagno da vivere facendo il “marketer” – e quindi vorrei lasciarmi qualche speranza per il futuro – non sono d’accordo.
    Francamente, non fremo di libidine all’idea di vedere la blogosfera costellata di banner, interstitial, pop-up e via dicendo. Mi piace l’idea di frequentare un mondo no-profit, e addirittura di farne parte. Però, proprio il paragone con quello che nello slang economico si chiama “terzo settore”, mi fa dire che la fine del mondo non è dietro l’angolo, a meno che non si pensi che sia già arrivata.
    La beneficienza è diventata un lavoro per migliaia di persone. Le charities, quale che sia la loro dimensione, vivono di pubblicità, ed hanno giri di affari con molti zeri. Utilizzano esattamente gli stessi strumenti di comunicazione che vengono impiegati da aziende che hanno come scopo quello di portare a casa utili a due cifre percentuali. Questo inficia la bontà di quello che fanno? L’opera di Telefono Azzurro è meno nobile a causa del suo farsi pubblicità e del suo accettare sostegni da privati e, soprattutto, da aziende? Per quanto mi riguarda, fino a che non ricevo una prova contraria, la risposta è “no”.
    Se l’esempio è abbastanza chiaro, sposto il discorso sul blog. Trovassi domani un banner in casa di B.Georg, trasalirei di sorpresa, senza dubbio. Ma questo non mi porterebbe a scappare a gambe levate verso lidi meno compromessi. Anzi, sottoporrei i suoi post ad una lettura persino più attenta, per vedere se posso continuare a fidarmi di lui. In fondo, è quello che cerco di fare anche con gli altri media che uso per informazione o svago. Cerco di capire se il ritratto del mondo che mi offrono è (troppo) condizionato dai loro inserzionisti pubblicitari. Non credo che ci si dovrebbe comportare in modo diverso, navigando nella blogosfera, a meno che non si pensi che questo è un mondo soggetto a leggi diverse.