Contenuto ed esposizione
Bel post di B.Georg sul tema “Seguire un blog per la sua forma e non per il suo contenuto”. Hmm. Credo di capire, ma temo di non essere così “aperto”. Forse è una questione di misura: per fare un esempio, mi piace il modo in cui Camillo espone idee e posizioni, ma lo frequento molto meno di altri, perchè troppo spesso mi viene il mal di stomaco – e in fondo alla salute ci tengo. B. scrive un’altra cosa interessante e condivisibile: il modo di esprimere le proprie idee è in grado di renderne nulla la sostanza; vero, e quindi, c’è il concreto rischio che, presi dal fascino della bellezza e dell’arguzia dell’esposizione, ci si dimentichi della sostanza (cioè, del significato di parole e frasi) fino, paradossalmente, a trovarsene imbevuti senza essersene resi conto.
March 24th, 2003 at 09:13
in quel caso per “modo di esporre” non intendevo tanto la “bella forma”, quanto la presenza di informazioni oltre al commento, la capacità di presentare argomentazioni nel commento e non solo opinioni, e il rispetto delle posizioni altrui (non tentare di ridicolizzarli o sfotterli, se non bonariamente come si fa tra amici). Argomentare vuol dire esporsi alle idee degli altri e nel contempo stimolarli sia a rispondere che a riflettere. Esprimere un’opinione secca invece mette al riparo dagli altri, che semplicemente, se non sono d’accordo con te, smetteranno di frequentarti (con nessun vantaggio per entrambi). Non ne faccio una questione morale, ma di intelligenza del mezzo.
Ciao 🙂
georg
March 25th, 2003 at 10:21
Georg, siamo d’accordo. Diciamo che è bene coltivare il dubbio, dato che nessuno di noi possiede la verità assoluta. Eppure, posso? Ho l’impressione che, a volte, sostenere questo primato del dubbio sia una sottile forma di assolutismo dell’opinione (cioè, escludo che talvolta sia giusto avere ed esprimere una opinione secca). Insomma, non è facile. Però, concordo: è giusto provarci.
March 26th, 2003 at 23:07
in effetti non so… forse il punto non è avere un’opinione invece che una verità (non mi pare un gran passo in avanti ad essere sincero) ma essere disposti a cambiare e a produrre nuove idee. siamo abituati a una visione statica, tipo parlamento di omini nella nostra testa. la questione non è tanto la diversità delle idee, ma la produzione delle idee. il nostro punto di osservazione (la blogsfera) è interessante per via delle sue caratteristiche pratiche, del modo in cui operativamente – e tecnicamente – essa è costruita e funziona, al di là della nostra volontà . Questo “modo non finalizzato di articolare collettivamente i segni” è a mio parere una sorprendente metafora proprio del processo di produzione delle idee (quello che con un po’ di spiritosaggine chiamavo “intellator”). Non riesco a padroneggiare appieno la questione ma a me pare interessantissima. “Come” esprimere opinioni è per me ancora oscuro, e per ora mi limito a un bizzarro metablog 🙂