L’eroe
Io non so se Fabrizio Quattrocchi fosse un eroe. A pelle, non credo, ma a dire il vero non so nemmeno definirlo, un eroe.
So solo che è morto con dignità, e per questo provo un grande rispetto nei suoi confronti, anche se non mi sento rappresentato nè da lui nè dagli altri tre ostaggi. Il rispetto è il riconoscimento di una persona; e – lo dico senza polemica, ma con tristezza ed infinita stanchezza – mi fanno una terribile pena coloro che non sono capaci di provarlo.
April 17th, 2004 at 16:10
Beato quel paese che non ha bisogno di eroi
(Brecht, mi pare)
April 18th, 2004 at 18:39
Non so se sia morto da eroe. Con tutto il rispetto. Ho il dubbio che le sue ultime parole siano un rigurgito disperato di rabbia, paura e machismo. E’ che a me sembra che tutti muoiano allo stesso modo. Italiani, iracheni, americani, curdi, ebrei, palestinesi.. Ma forse esagero col cinismo. Ciao…
April 19th, 2004 at 08:38
Elsa, non ho detto che è morto da eroe. Ho detto che è morto con dignità (che è composta, forse, anche da quelle componenti che tu elenchi), tutto qui.
April 19th, 2004 at 09:52
ne ho parlato anche io, e non è piaciuto. beh, a me ha colpito che al momento della sua esecuzione si sia ricordato della sua identità. ed è morto con grande dignità. peccato che poi gli uffici marketing hanno colorato la vicenda in modo eccessivo: chi ha detto è un eroe, chi ha detto è un mercenario indegno. per me è solo un uomo.
April 19th, 2004 at 10:10
Beato chi capisce che è meglio fare il panettiere che il mercenario…