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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    18/04/2006

    Greetings from Madrid ‘06 – 8. E infine

    Filed under: — JE6 @ 23:42

    Bocadillo e cerveza in Plaza Mayor. Agnello e un paio di cervezas a Casa Alberto (grazie Luca). E poi, volete mettere scrivere una manciata di post sorseggiando una sangria fresca in un quattro stelle a novanta euro colazione inclusa?

    Greetings from Madrid ‘06 – 7. Questa è casa mia

    Filed under: — JE6 @ 23:38

    Credo di averlo già scritto l’anno scorso, ma vale la pena ripeterlo. La cosa piu’ straordinaria di questa città magnifica è quanto e come è vissuta dai suoi abitanti. Alle undici di sera di un martedì di aprile le strade sono piene, e tre quarti delle persone che le affollano non sono turisti, ma madrileni che girano per casa loro. Madrileni di tutte le età, giovani, bambini, anziani – gli stessi che durante il pomeriggio giocano a bocce nel parco di Atene alle spalle della cattedrale. Ho l’impressione di assistere ad un circolo virtuoso, una città viva che fornisce ai suoi abitanti tanti buoni motivi per uscire di casa, e che da questi a sua volta riceve – appunto -vita, che poi rimette in circolo. E ripenso a Milano, eccetera.

    Greetings from Madrid ‘06 – 6. Fiat lux

    Filed under: — JE6 @ 23:33

    D’accordo, produrre energia costa. Bisogna stare attenti a non sprecare, soprattutto quando si usano fonti non rinnovabili. Ma lo spettacolo dei palazzi di Calle de Alcalà, della cattedrale di Nuestra Senora de Almudena (costruita dove iniziava la Madrid mussulmana, per inciso) e del Palacio Real illuminati quasi a giorno è una cosa da far piangere per la contentezza. Penso a Milano, e mi viene da piangere per altri motivi (non ultimo, il fatto che il mio informatore di fiducia mi fa sapere che la Moratti va in onda a reti unificate, Rai3 e Telelombardia).

    Greetings from Madrid ‘06 – 5. Idee chiare

    Filed under: — JE6 @ 23:29

    A pensarci bene, da queste parti hanno avuto Isabella, Franco e sono tornati a Juan Carlos; la destra si è chiamata Aznar e la sinistra si chiama Zapatero. Altro che somiglianze latine, gli spagnoli hanno le idee chiare.

    Greetings from Madrid ’06 – 4. Madrid, Deutschland

    Filed under: — JE6 @ 14:17

    Al momento, sono in periferia, zona Avenida de America. Per tornare in albergo dopo il primo appuntamento mi sono fatto una passeggiata. Le strade così pulite, sgombre e silenziose le ho trovate solo a Berlino, però splende il sole e tira un’aria fresca e profumata. Le case costano un terzo rispetto a Milano. Devo discuterne in famiglia.

    Greetings from Madrid ’06 – 3. Madrid, Scandinavia

    Filed under: — JE6 @ 14:11

    Tra ieri sera e questa mattina, ho parlato con quattro trentenni spagnole. Tre sono belle, bionde e con gli occhi azzurri. E’ un paese magnifico, questo.

    Greetings from Madrid ’06 – 2. Tre bambini

    Filed under: — JE6 @ 14:09

    Ne sento fare il nome dall’altoparlante. “I minori non accompagnati M. sono attesi in Sala Amica”, dice, e immagino questi bambini guardarsi in faccia e chiedersi cosa è e dove è la Sala Amica.
    Arrivano pochi minuti dopo, scortati da una hostess che li fa sedere alle spalle del banco del check-in. A guardarli non si può evitare di intenerirsi: il fratello maggiore, undici-dodici anni, gli occhiali da miope precoce e sul volto il senso di responsabilità unito allo smarrimento dell’incarico; il fratello di mezzo, l’aria sveglia dei secondigeniti, divertito ed eccitato; e la sorellina, sei o sette anni al massimo, che sta chiaramente pensando alla mamma e che vorrebbe essere ovunque, ma non lì, sballottata tra la Sala Amica, il check-in e una bestia grande grossa e con le ali. Quando salgo sul bus li perdo di vista, mi chiedo dove sono finiti, se stanno partendo o tornando a casa, che lingua parlano, se hanno un po’ paura.
    Li rivedo passarci davanti, camminare veloci sull’asfalto, la bimba tenuta per mano dalla hostess – surrogato in divisa della mamma – i due maschi con i loro zaini pieni di chissache. Tra due ore ci sarà un adulto ad abbracciarli, e per loro questa diventerà una gita da raccontare a scuola.

    Greetings from Madrid ’06 – 1. Come in un film

    Filed under: — JE6 @ 14:03

    Non so se un aereo è il compendio o la negazione di un trattato di sociologia. 150 persone, e almeno cento tipi umani, ognuno diverso dall’altro.
    La mamma, il manager, la bimba piccola dagli occhi verde acqua, il neopensionato, la tredicenne bella da togliere il fiato (vent’anni fa avrebbe potuto guardarti, ora sei trasparente o, al più, le fai la stessa impressione di un triceratopo), il padre tenero, l’adolescente stufa, la nonna in gita, la Catherine Willows in sedicesimo. Mi chiedo perchè andiamo al cinema, se basta entrare a Linate per trovare tante storie quante in un film di Altman. Il cinema costa meno? Beh, è per quello che esistono i low-cost.