< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • November 2008
    M T W T F S S
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    26/11/2008

    Cambia dieta (reprise)

    Filed under: — JE6 @ 07:44

    Ieri ho litigato con un’amica per questo post (peraltro, non è stata l’unica a sentirsi chiamata in causa – il che, per certi aspetti, mi consola). A me litigare non viene bene, e se ho poco tempo mi viene ancora peggio. Comunque, non è questo che importa (qui). Il fatto è che viviamo tempi sciatti. Poveri, e non per la crisi economica. Poveri di dignità, di spessore interiore, di senso. Poveri di tempo, e di attenzione. Ora, io non credo che uno si debba necessariamente alzare dal letto avendo l’obiettivo di rendere il mondo migliore; però credo che debba sforzarsi di fare al meglio quello che può: e soprattutto quello che sa fare bene. Se ha la possibilità e la capacità di parlare e scrivere bene, che lo faccia; sembra una scemenza, e forse una singola frase (chessò, “sono preso male”), isolata, lo è: ma alla lunga io credo che sia uno sforzo che si ripaga. Che ripaga se stessi, ma che arricchisce anche tutti gli altri, tutti coloro con i quali si ha a che fare. Viviamo di gesti, ma viviamo anche di parole: e che chi le sa usare si sprechi, questo è un piccolo reiterato delitto del quale tutti indistintamente finiamo per pagare il prezzo.
    [1158 caratteri per dire “mi dispiace, l’ho scritto perchè a te ci tengo; pontifico, ma sulla sintesi c’è ancora parecchio da lavorare]

    Leave a Reply