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    08/12/2009

    120 DF FM (è tanto che aspetti?)

    Filed under: — JE6 @ 17:36

    Un giorno qualcuno ha deciso che i termini di pagamento delle fatture potevano essere spostati a proprio piacimento, sempre più lontani in un futuro remoto e indefinito. Chi sia stato non lo so – la Fiat, i complottisti giudoplutocattomassoni, il Ministero delle Finanze – ma di certo qualcuno ha iniziato. E gli altri sono andati al seguito, magari rilanciando: avevamo concordato 30 e tu hai spostato a 60? Facciamo che io rimando tutto a 90 e non se ne parli più (in attesa dei 120 e multipli di 30 che ognuno può facilmente calcolare). Tutti impegnati a mostrarsi più furbi – o meno stupidi – degli altri, tutti presi nella gara a chi ce l’ha più lungo (il termine di pagamento). C’era una regola? Chissenefrega, i record sono fatti per essere battuti, le regole per essere violate, o almeno modificate a proprio piacimento. La cosa che mi è sempre sfuggita di questo modo di fare e pensare è il cui prodest, insieme alla sua pervasività: è uno dei paradigmi dell’italianità, la furbizia miope, la coltivazione del proprio interesse a discapito di quello altrui senza considerare che tutto si trasforma – presto o tardi – in un gigantesco boomerang. Che è la stessa storia, a pensarci bene, del fissare appuntamenti con le persone e non rispettarli: ti dico che ti chiamo alle nove e poi lo faccio alle undici, il minimo che possa capitare è che tu restituisca il favore e mi lasci ad aspettare sul marciapiede mentre stai ancora cercando le scarpe giuste e così via, avanti, in un infinito perverso meccanismo di mancanza di rispetto e spreco di tempo. A volte mi chiedo se non siamo tutti così stupidi da non saper nemmeno essere sanamente egoisti: il problema è che conosco la risposta.

    2 Responses to “120 DF FM (è tanto che aspetti?)”

    1. AleRoots Says:

      L’ultima novità che inizia a prendere piede è il “+10” dopo il 60/90/120gg dffm, in pratica la formalizzazione della pessima abitudine di strechare la fine mese al 10-12 del mese dopo. Davvero ogni volta che ci penso questo modo di fare italiano mi sembra contemporaneamente miope, stupido, autolesionista; eppure è un ciclo da cui non si riesce a uscire, e con la scusa della crisi è pieno di aziende che se ne approfittano sempre più.

    2. fiorenza da rold Says:

      ripeto che tu sei un genio 🙂

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