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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    12/07/2006

    Gruesse aus Nuernberg – 6. Di fretta

    Filed under: — JE6 @ 21:45

    Se Don Gonio mi assicurasse un fake ogni volta che salgo sull’aereo, penso che sospenderei i “Greetings from” senza troppi problemi. Perchè, insomma, non faccio troppa fatica a rendermi conto che queste righe sono sempre buttate giù in fretta, tagliando cose e persone con l’accetta, e – ciò che è peggio – facendo dell’alberonismo o del galimbertismo un tanto al chilo. E, come si sa, i cloni sono normalmente peggiori rispetto agli originali (con le dovute eccezioni, vedi appunto Don Gonio).
    Certo, potrei aspettare il ritorno a casa: nessuno mi impone di fermarmi in improbabili Internet-cafè gestiti da indiani nelle stazioni ferroviarie o nelle vie che collegano il centro alla periferia per scrivere di ciò che ho visto dieci minuti prima. Ma non ne sono capace, non sono capace di far sedimentare tutto per bene e poi di scrivere per filo e per segno; penso agli articoli che Luca ha scritto dopo essere stato a New Orleans. Appunto, dopo. Io, i miei Greetings da Nawlins, li ho scritti durante. E la differenza (in peggio) si vede. Questo post è un tentativo di chiedere scusa, spero che almeno questo si sia capito. Se di Greetings ne seguiranno altri, non lo so.

    Gruesse aus Nuernberg – 5. Sicurezze

    Filed under: — JE6 @ 20:01

    E comunque è vero: vedo McDonald’s, vedo Burger King, vedo Starbucks. Ma sono sicuro di essere in Germania quando mi trovo davanti alla vetrina di Beate Unse.

    Gruesse aus Nuernberg – 4. Meglio dell’originale

    Filed under: — JE6 @ 20:00

    Ci sono alcuni incontrovertibili segnali dell’inarrestabile declino della virilità dell’uomo europeo (roba che neanche Houllebecq sospettava).
    Capito a Norimberga nel giorno del mercato delle pulci. Tralascio la sensazione un po’ castrante di vedere la bancarella dei souvenir – pezzo forte il plastico dell’aula del famoso Processo: un po’ da Bruno Vespa, ma ante litteram – offrire riproduzioni in sedicesimo della Vergine di Norimberga (ah, l’archetipo: freudiano? o junghiano?) davanti alla locale filiale (sontuosa come poche) di Beate Unse, “quella benefattrice dell’umanità”.
    E non mi dilungo, anche se amor di cazzeggio lo vorrebbe, sul sottile retropensiero evirante nello sfogliare la kartoffen al kartoccen, in questo involucro spigoloso, direi dentato, quasi a ricordarti che l’archetipo della vergine ti tormenterà per gli anni a venire ogni volta che menerai il can per mail con una donna e ti vedrai davanti una MonicaLewinsky in veste di Lorena bobbit che si serve dal dentista di FreddyKruger.
    Ma entrare in un bar multietnico, che – come una certa pubblicità della Allianz prima della finale – spaccia per “veraci italiane” una serie di indicazioni bizzarre, rabberciate con il traduttore automatico (ma dico “birra alla pompa”? capite…. “pompa”! cioè, non per ribadirlo ma non vorrei foste distratti , ho scritto “POMPA!” ), ecco tutto questo non può che indurvi tristezza. E l’urgenza di un lenitivo omeopatico.
    Per questo non ho ceduto alla tentazione del gadget. E quando mi vedrete rientrare a Milano, con una t-shirt simil hard rock cafè, con l’ineffabile lettering “bar zotto”, bevete una pinta – di quella buona – alla mia salute.

    Gruesse aus Nuernberg – 3. Rosso

    Filed under: — JE6 @ 19:58

    Il rosso è il colore dominante di Norimberga. E’ un rosso particolare, quello del granito invecchiato, delle mura costruite nel 1400; è un rosso che prende venature nere, dall’acciottolato delle strade e dal passare degli anni. Fa un bel contrasto con il verde delle punte delle torri che racchiudono il centro, con il biondo dei capelli dei bavaresi, con il bianco della schiuma della birra, con le nuvole temporalesche che tutti si augurano vengano ad abbattere i trentacinque gradi piuttosto inusuali per la zona. C’è una grande zona pedonale che attraversa tutto il centro, e sì, è rossastra anche quella. C’è una specie di silenzio, quello tipico del nord, ma non perfetto e perfino irreale come quello di Vipiteno alle nove di sera in una sera di tarda primavera. E’ un silenzio vivo e riposato. Rosso, forse.

    Gruesse aus Nuernberg – 2. Cene

    Filed under: — JE6 @ 19:49

    Arrivo a Norimberga alle dieci di sera. Ho prenotato l’albergo a caso, e me lo ritrovo un po’ fuori dalla zona centrale. Il ristorante ha già chiuso, quindi non mi rimane che chiedere una weiss per rinfrescare la gola nel caldo asfissiante di questa città. Ma la fame è una brutta cosa e così mi ritrovo a entrare nel market del distributore della Esso che sta di fronte all’albergo, per portarmi in camera la cena che consiste in un brezel, un pacchetto di cloni delle Pringles alla panna acida, una Franziskaner gelata e una bottiglia d’acqua. In televisione danno i supplementari di Italia-Francia.

    Gruesse aus Nuernberg – 1. Giocattoli

    Filed under: — JE6 @ 19:46

    Niente volo diretto, quindi si deve montare su questi aerei giocattolo di Swiss Air, quelli di cui si trovano le foto su Internet e guarda il caso, sono tutti accartocciati. Vabbeh. Non si fa in tempo a decollare che è già l’ora di atterrare, le cappelliere sono tanto grosse da poter contenere un paio di vestitini delle WinX e il rinfresco consiste in un bicchiere di acqua. Vabbeh.
    Comunque, la cosa veramente affascinante di queste scatolette con le eliche e le ali, è che volano bassi, e vanno piano. Stanno agli Airbus o ai 777 come la bicicletta sta ad una BMW Serie 7. Non so come dire, ti permettono di guardare il panorama, di vedere le macchine parcheggiate e le mamme a passeggio, le staccionate delle fattorie svizzere, le scie dei motoscafi, i contorni delle nuvole. Quando scendono, sembra di usare lo zoom di Google Maps. Sono giocattoli, e quindi sono divertenti.