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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    19/02/2007

    Udvozlet Budapestrol – 5. Consigli (?) per gli acquisti

    Filed under: — JE6 @ 23:02

    Speravo che l’ungherese fosse una lingua più malleabile rispetto ai frullati di consonanti che vengono parlati a Varsavia o a Praga. Invece, mi rendo conto che ha ragione Chico Buarque, secondo il quale il magiaro è l’unico idioma al quale il diavolo porta rispetto. Questa sera guardavo un manifesto di T-Mobile, cercando di intuire quale magnifica offerta venisse proposta agli abitanti di Buda e di Pest: ma di fronte a “Duplazza meg forgalmat!” [1] ho alzato bandiera bianca, e ho continuato a brasarmi la papille gustative con il gulash.

    [1] Per fortuna, la tastiera italiana mi impedisce di riprodurre la strabiliante serie di accenti, umlaut e apostrofi che condisce l’ungherese scritto: hanno persino un doppio accento, e immagino che quegli urletti che ogni tanto si sentono ne siano la fedele espressione sonora.

    Udvozlet Budapestrol – 4. Ormoni

    Filed under: — JE6 @ 22:50

    A uso e beneficio dei lettori (e non delle lettrici): Budapest sarà pure la capitale mondiale del porno, ma la quantità di belle ragazze è – direi – in media rispetto a quella riscontrabile in ogni grande capitale europea. Però, se venite qui per quel motivo, aspettate le sette di sera e camminate per Vaci Utca andando verso l’Accademia. Fanno tutto loro [1], a voi basta pagare.

    [1] Che poi, almeno la metà di queste simpatiche accompagnatrici turistiche non sembrano certo le reginette di Gomorra, bensì le figlie della vicina di casa: così si finisce per guardare il novanta per cento abbondante della popolazione femminile locale pensando “ecco, adesso entra nel prossimo portone, sale al terzo piano e si fionda sul set di un porno di genere” – il che è piuttosto straniante, secondo me.

    Udvozlet Budapestrol – 3. Buonasera

    Filed under: — JE6 @ 22:31

    Entro in un negozio di souvenir, chè devo prendere il mio magnete da frigorifero. Sono vestito in modo assolutamente anonimo. La ragazza mi viene incontro, e senza che io dica una sola parola mi saluta: Buonasera. Le rispondo: Ciao. Poi penso che questa scena la dovremmo girare una seconda volta, aspetto che la ragazza si volti per un attimo ed esco.

    Udvozlet Budapestrol – 2. As seen on tv

    Filed under: — JE6 @ 22:27

    Non dico nulla di nuovo, naturalmente: ma è impressionante e sconcertante rendersi conto di quanto siamo impregnati di pregiudizi e stereotipi, quando affrontiamo luoghi nuovi. Per intenderci: l’Ungheria non è esattamente un paese sconosciuto ad una persona con un livello medio di (in)formazione. Se ne parla e scrive certamente più del Botswana o delle Antille Olandesi. Qualche mese fa, per diversi giorni i moti di piazza di Budapest – originati dalle intercettazioni che avevano rivelato la doppiezza del primo ministro – tennero banco su tutti i nostri mass media.
    Eppure.
    Eppure arrivando qui mi sono reso conto che mi aspettavo i gitani e i loro violini, i pallanotisti, le ragazze dei gonzo e la principessa Sissi. Non so, forse è la sorte che tocca ai paesi che non producono serie poliziesche, che non organizzano olimpiadi, che non costruiscono ordigni nucleari, i paesi che al massimo mirano alla zona Uefa – e quando gli capita di giocare per lo scudetto significa che c’è davvero qualcosa che non va, e allora qualcuno manda i carri armati.

    Udvozlet Budapestrol – 1. Muri

    Filed under: — JE6 @ 22:08

    I circa venticinque chilometri che separano l’aeroporto dal mio albergo mi hanno convinto di una sola cosa: i muri di Budapest hanno certamente conosciuto tempi migliori.