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    01/10/2004

    And the winner is (reprise)

    Filed under: — JE6 @ 09:26

    … se hanno pagato hanno fatto bene e fanno bene a dire che non hanno pagato.
    Se mia figlia fosse stata in mano ai rapitori, e se questi si fossero mostrati interessati ad uno scambio figlia-contro-soldi, avrei dato fondo a qualunque avere presente e futuro, pur di riaverla a casa, e avrei tempestato le autorità con ogni tipo di richiesta di aiuto.
    Mi chiedo, però, se uno stato può e/o deve comportarsi come un padre.
    Per capirci, grazie a Dio e al pagamento del riscatto, le due ragazze sono vive. In compenso, abbiamo dato dei gran soldi a gente che, grazie a quei soldi, si dedicherà ad altre attività poco commendevoli. La chiamano vittoria.
    Wittgenstein

    43 Responses to “And the winner is (reprise)”

    1. lester Says:

      Io la penso come Sofri. E’ vero anche quello che dici tu, ma la morte di Pari e Torretta avrebbe avuto lo stesso effetto di una battaglia perduta; in guerra gli scambi di prigionieri si fanno, scambiarli in cambio di denaro in questo caso mi sembra accettabile.

    2. georgia Says:

      Ah, ecco. Allora dev’essere perché il governo italiano (cioè noi) ha pagato il riscatto che poi le due simone si sono profuse in ringraziamenti al mondo islamico …

    3. marco Says:

      Il riscatto pagato e’ una di quelle cose che in queste circostanze si fanno, ed e’ normale che si facciano per ottenere il male minore, ma non si devono dire. Se c’e’ stato un errore rispetto al riscatto, e’ non essere riusciti a nasconderlo un minimo.
      Per inciso, risolvere la situazione pagando il riscatto faceva ovviamente comodo alle due rapite ma ha anche fatto comodo al governo, alla classe politica in generale e alla Croce Rossa, che mi pare nella vicenda di Baldoni non avessero fatto un figurone.
      Le parole delle due donne rapite in questi giorni sono stiracchiate a destra e a manca da tutti per darsi ragione. A me la cosa da’ veramente fastidio e quindi tento di non farlo. A georgia chiedo solo di controllare se si sia dimenticata di parte dei ringraziamenti e le siano rimasti impressi solo quelli che le davano piu’ fastidio.

    4. Squonk Says:

      Lester: credo di aver descritto la situazione troppo in bianco-e-nero; non ho la risposta, o meglio, non sono sicuro di averla. Sono sicuro che sono stati dati dei soldi a dei criminali, e posso immaginarmi l’uso che ne verrà fatto; ma sono consapevole dell’alternativa, e ammetto di non sapere qual è la peggiore.
      Georgia: lascerei perdere le dichiarazioni delle due ragazze, non è da loro che mi aspetto di sentire parole sensate (anche se, se le dicessero, non sarebbe male).

    5. georgia Says:

      Marco, non è che mi sono rimaste impresse solo le parole che mi hanno dato fastidio. Io mi sono limitata a leggere il comunicato stampa sul sito di “un ponte per” (http://www.unponteper.it/liberatelapace/article.php?sid=984) dai un’occhiata e poi mi sai dire.

    6. Marco Says:

      Georgia, nello stesso comunicato c’e’ anche
      “Un ringraziamento alla società civile e alle forze politiche italiane. Un ringraziamento ai governi, a quello italiano e a quelli dell’area”.
      Se poi vai qui (http://www.repubblica.it/2004/i/sezioni/esteri/itaraptre/confsimone/confsimone.html) l’articolo inizia con
      “Abbiamo ringraziato fin da subito il governo, maggioranza e opposizione, le istituzioni, tutte le parti che hanno collaborato all’esito positivo della nostra vicenda”
      Io non voglio prendere le parti di nessuno in particolare pero’, davvero, lasciamo perdere l’esegesi di cosa dicono queste due ragazze, sia perche’ sono in una situazione molto particolare (tre giorni fa potevano essere morte e ora vengono trattate come eroi nazionali da alcuni e come sciagurate da altri), sia perche’ a seconda dei mezzi di informazione verranno riportate dichiarazioni diverse sia perche’ sono volontarie in un ONG e non leader politici.

    7. georgia Says:

      Mah, per me scrivere “un ringraziamento a partire dal mondo arabo e musulmano” vuol dire fissare delle priorità. Comunque non voglio invadere la casa di Squonk con le polemiche. E comunque di Repubblica non mi fidonemmeno un po’ 🙂

    8. Squonk Says:

      Dunque, per un momento torniamo a lunedì, quando le due ragazze sono ancora prigioniere, e non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. Voi siete il Presidente del Consiglio, e dovete prendere una decisione. Che fate, pagate?

    9. Adrix Says:

      Io pago, e poi nego “ferru ferru” di aver pagato. Mi pare semplice buon senso.
      Quanto alle dichiarazioni delle ragazze riguardo al mondo islamico, anche se possono far storcere la bocca, contribuiscono a rendere lo stesso meno monolitico, e anche questo, in tempi lunghi e’ positivo.

    10. Carlo Says:

      E’ bello doversi stupire ogni giorno per quello che pensa la gente. Anche io non voglio fare polemiche chez Squonk, mi limito a riprendere questo post di Gianluca Neri che, mi sembra, rende perfettamente l’idea.

    11. Carlo Says:

      Riposto il link, che i commenti di Squonk sono linkovori:

      http://www.macchianera.net/archives/2004/09/miseria_e_ignob.html

    12. Carlo Says:

      E comunque io penso che Sofri abbia perfettamente ragione.

    13. zefram Says:

      io non pago. uno stato non può agire come il “buon padre di famiglia” – ci sono vincoli morali più alti da rispettare che non “salvare ${ITALIANO_IN_OSTAGGIO}”. e non importa che si tratti di due noglobbal o di quattro mercenari: non si può pagare. c’è un motivo per cui i beni dei famigliari di un rapito vengono bloccati da anni, no?

    14. albertaccione Says:

      Caro Sir, hai ragione, giusto pagare, ma poi stare zitti. Il newyorkpost (di Murdoch, un giornale eurofobo e neocon, il peggio) ha fatto il conto che con 1milione di dollari si comprano 250 tonnellate di esplosivi. Quando la caserma di nassirya salterà in aria con il migliaio di italiani che ci sono dentro, allora qualcuno ne riparlerà. ma tanto sono solo soldati, no?
      piccola nota: baldoni è stato principalmente vittima dell’indifferenza verso tutto che anima gli italiani nel mese di agosto. fosse stato rapito una settimana dopo…

    15. Squonk Says:

      Io vi ringrazio per la gentilezza (che, per inciso, mi lascia anche un po’ perplesso), ma questo blog non è esattamente il circolo del the. Se volete polemizzare, c****, fatelo: basta un po’ di educazione. Di solito non è facile litigare con calma e classe, ma di voi mi fido, e non vi sto prendendo in giro.

    16. marco Says:

      Squonk, il discorso e’ molto teorico perche’ non sappiamo quali reali informazioni il governo avesse sulla vicenda (e non lo sapremo mai), e richiede di esercitare un po’ di cinismo.
      La cosa migliore sarebbe stata ovviamente poter intervenire e liberarle incolumi con la forza.
      Doveva pero’ essere un intervento a basso rischio, perche’ se ti va male muoiono gli ostaggi, ti attiri le accuse di essere un incapace ed e’ matematico che ad un eventuale prossimo rapimento sarai costretto a pagare tre volte tanto,
      perche’ non puoi rischiare due fallimenti di seguito, non fosse altro che metti una croce sopra alla tua carriera politica e *nessun* politico e’ disposto a farlo.
      Dal punto di vista di “cosa capita dopo”, quindi, pagare e fallire un intervento hanno effetti simili, ovvero indirettamente incoraggiano nuovi rapimenti, con la differenza che se paghi almeno i primi rapiti tornano indietro vivi.
      Se poi hai di fronte rapitori che mettono in conto l’ipotesi di poter morire ‘per una causa’, l’intervento armato e’ davvero problematico.
      Tutte queste valutazioni saranno state fatte, da gente che ne capisce piu’ di me,
      ed evidentemente si e’ deciso che i rischi dell’intervento erano troppo alti.
      Giusto ? Sbagliato ? Boh, non sapendo che informazioni avessero per prendere le decisioni e non essendo esperti in materia non possiamo dirlo.
      L’alternativa reale molto probabilmente era: o i soldi o le uccidono a breve.
      Berlusconi ed i suoi si son fatti due conti e hanno deciso che dare i soldi era il male minore, per tutti.
      Teniamo presente i precedenti, soprattutto Baldoni, sul quale il governo ha comunicato un’incapacita’ o una mancanza di volonta’ reale di intervenire davvero grande.
      Mettendo insieme tutti questi elementi, e’ secondo me normale che si sia arrivati al pagamento del riscatto. Poi la scelta e’ stata messa in atto con mosse criticabili (la passerella al fido Scelli, p.es., era evitabile, cosi’ come dire ai quattro venti quanto si era pagato) pero’ la scelta in se’ era probabilmente il male minore, anche se i dubbi e’ ovvio che rimangano.
      Pensa che casino sarebbe capitato se non si fosse pagato, le avessero uccise, e fosse venuto fuori che il governo aveva avuto la richiesta di un riscatto in denaro e l’aveva rifiutata.

    17. marco Says:

      1 milione di dollari = 250 tonnellate di esplosivo vuol dire, se non ho fatto i conti troppo in fretta, esplosivo da 4 dollari al Kg, che a momenti e’ il prezzo del pane.
      Non sono esperto del ramo, ma mi sembra decisamente poco.

    18. Carlo Says:

      A me queste polemiche sul riscatto paiono oltremodo meschine, come anche i ragionamenti di quelli che fanno l’analisi logica delle dichiarazioni di due persone appena rilasciate e che hanno corso il serio pericolo di essere sgozzate. Il discorso dei soldi non regge, non credo che il milione di dollari in più o in meno sposti una virgola nella circostanza specifica. Siamo sinceri, diciamo che le due ragazze stanno sul cazzo a una parte dell’opinione pubblica perchè erano contro la guerra prima e lo sono rimaste anche dopo, mentre ci si aspettava che tornassero redente e professatrici della causa bushita. Magari se le avessero ammazzate le anime belle à la Feltri si sarebbero sentite meglio.

    19. Squonk Says:

      Carlo, dire “queste polemiche” mi pare eccessivamente generico. Per quanto mi riguarda, mi ponevo un problema di principio, che è quello di cui parla Zefram e sul quale chiosa Albertaccione. Non è un problema nuovo: io e te eravamo giovani ma i giorni del rapimento di Moro ce li ricordiamo. Cercavo di ragionare sul “prima”, mentre purtroppo la gran parte delle valutazioni vengono inficiate dal “dopo”, in particolare dalle parole delle due ragazze e dalle loro interpretazioni.
      Devo dire che la ricostruzione che fa Marco mi pare sensata e convincente; se le cose stanno così – il che non mi pare improbabile – si è scelto il male minore. Bene, lo accetto turandomi il naso. Però, almeno, che non mi si parli di vittoria.

    20. Carlo Says:

      Allora riformulo: “questa polemica della commentatrice ‘georgia'”. Ti pare più specifico?

    21. Carlo Says:

      Sul tuo punto, Squonk: aver salvato la vita a due persone mi sembra decisamente una vittoria. Sui soldi ti ho detto come la penso, non spostano una virgola. Altra gente morirà in questa carneficina senza fine, ma non certo per il milione di dollari in più.

    22. Squonk Says:

      Carlo, è questione di punti di vista. Per me è una vittoria di Pirro, cioè è una vittoria in sè, di cui mi rallegro, ma che fornisce ai presunti sconfitti un po’ di strumenti per continuare nella loro opera. So bene che molta altra gente continuerà a crepare in questa carneficina, basta vedere cosa sta capitando a Samarra, o cosa è successo ieri (e ieri l’altro, e tre giorni fa…) a Baghdad. Ma non puoi dirmi che un milione di dollari non cambia le cose. Le cambia: di poco, forse, ma le cambia. In peggio.

    23. Carlo Says:

      E’ sicuramente una questione di punti di vista. Io penso che quello che cambia le cose non è il riscatto (forse) pagato, sono più le dichiarazioni irresponsabili di membri del nostro governo, le balle che la stampa allineata e coperta racconta ogni giorno, le scelte di politica estera fatte. Queste sono le cose che fanno la differenza. Il milioncino mi lascia del tutto indifferente, non mi sembra che i terroristi in Iraq abbiano problemi a trovare l’esplosivo, piuttosto mi infastidisce l’uso strumentale che se ne fa (la caserma di nassirya che salterà in aria con l’esplosivo comprato coi soldi del riscatto). Demagogia per demagogia, allora io potrei ritenere responsabili dei morti italiani tutti quelli che hanno votato berlusconi alle elezioni. E, ripeto, tutto questo can can perchè le due ragazze non sono di destra: se fossero tornate in tailleur maledicendo tutti gli arabi e rivendicando la “superiorità” occidentale non ci sarebbe stato nessun problema.

    24. georgia Says:

      Carlo, le polemiche di ‘Georgia’ non nascono dall’aver sentito le dichiarazioni delle due appena arrivate a Ciampino, e comprensibilmente confuse. Quello che mi lascia perplessa è il tono del comunicato stampa sul sito di “un ponte per”. Un comunicato stampa che, in quanto tale, sarà stato scritto e riletto con la massima cura. Ma forse sarà colpa dell’addetta stampa.

    25. Milton Says:

      A mio avviso, premesso che ai fini che ci interessano sono irrilevanti le posizioni politiche dell’ostaggio (è impensabile e sarebbe davvero mostruosa una disparità di trattamento tra ostaggi amici ed altri eterodossi!), il dibattito è di quelli che potrebbero condursi per giorni senza giungere ad una conclusione appagante se lo si tiene in termini generali ( i.e. con riferimento a qualunque sequestro ed a qualunque soggetto passivo del ricatto ). Diversamente se si restringe il discorso a quando, come qui, la vittima di esso sia lo Stato. In tal caso la mia opinione è che il riscatto non avrebbe dovuto essere pagato. In quattro parole perchè, mentre il privato deve salvare il proprio caro e non è tenuto a porsi altri problemi ( e ciononostante lo Stato persegue giustamente fini generali ed ha il dovere di tentare di impedire che il criminale consegua il frutto del suo operato ), per lo Stato la sorte del rapito è solo uno dei problemi, e deve bilanciare pro e contra contemperandoli alla ricerca del meglio per i fini che deve perseguire, e cioè quelli generali ( che non prescindono quelli dei soggetti interessati, ma li superano ricomprendendone altri: ad es., quello degli altri consociati a non subìre altri sequestri, attentati con il soldi del riscatto, etc. ). E nel caso in questione i ‘contra’ erano molti e serissimi ( non li ripeto qui ). Laddove, invece, a detta delle stesse ragazze rapite e dei loro dirigenti i rapitori erano avviati verso una desistenza, a mio modesto avviso anche ( e sopratutto ) perchè, a quanto si è saputo, ormai braccati e probabile oggetto di un imminente blitz. Se non del tutto fuori moda, aggiungerei, tra l’altro, che una condotta rigorosa non vìola ( a differenza di quella diversa ) la legge, come col pagare il riscatto si fa ( in quanto lo Stato è obbligato al principio di legalità sempre e comunque ) ed in misura ancor maggiore quando lo si tace, a parte la pratica impossibilità di tenere un segreto di tal fatta in una democrazia. Imho, come si dice.

    26. lia Says:

      Mi sembra che le polemiche sul comunicato del ‘Ponte’ tralascino il fatto che i rapitori erano, a quanto si è capito, non delinquenti comuni bensì un gruppo politico e religioso.
      Questo vuol dire che senza la mobilitazione che c’è stata in Iraq e l’intervento a più livelli del mondo arabo(dal Patriarca cristiano agli Ulema, dal re di Giordania alle manifestazioni di piazza), è molto probabile che i soldi non sarebbero bastati a riaverle vive.
      Il fatto che poi, una volta stabilito che le due non erano spie e che c’erano gli estremi per liberarle, ci si sia accordati su un riscatto, mi pare un passo successivo.
      Mi sembra che questo sia il senso delle motivazioni date dal ‘Ponte’ al suo comunicato.

    27. Carlo Says:

      Lo Stato non è obbligato al principio di legalità sempre e comunque. Lo è se la norma sanziona un comportamento che lede un interesse particolare e/o generale, non se viene sanzionato un comportamento in base a criteri di maggiore o minore opportunità rispetto ai fini perseguiti dallo stato stesso. Bisogna fare attenzione, perchè il principio di legalità è stato storicamente il braccio armato dei totalitarismi (e si finisce presto allo stato etico). Per il resto, rispetto la tua opinione sui ‘contra’ pur non trovandoli, nel caso specifico, molti e serissimi. D’altronde faccio sempre molta fatica quando mi si parla di volontà o interessi generali che, in genere, (non nel tuo caso) nascondono risvolti illiberali tout court. L’inciso che hai dovuto mettere (che non prescindono…) testimonia che il terreno è scivoloso.

    28. steu Says:

      Sono personalmente troppo vicino, per motivi amicali, all’organizzazione “Un ponte per”, per dare un giudizio distaccato. Uno puo fare un corso di geostrategia e di management del conflitto e di come uscire da situazioni di crisi e alla fine della fiera rimanere con le stesse poche informazioni su cui si basano molte delle vostre elucubrazioni. Non sono troppo dell’idea che esistano degli espertoni… e nei conflitti la prudenza, anche nel pensare di aver capito, non è mai troppa. Molte cose non si sanno e non si sapranno mai. Tra queste, alcune mi paiono fondamentali per dare un giudizio di valore, di legalità e di assennatezza dell’operazione. La ragion di Stato, per cui il principio di giustizia assoluto viene prima dei singoli individui, mi sembra pericolosa ed é un po legata a un idea della politica e della strategia, anche militare, ottocentesca. Sono personalmente dell’idea che l’approssimazione, nella merda e nel caos della situazione irakena, sia ancora il meglio.
      I migliaia di irakeni morti, cosi come i soldi (presunti) che i terrosti (chi sono, cosa fanno, cosa vogliono…? boh) magari useranno per uccidere altra gente, non mi sconvolgono cosi tanto e non mi indignano, in un mondo dove la stessa Italia, ogni giorno, come Stato di diritto, spende miliardi, in armi che alimentano conflitti e si schiera a sentimento in politica estera, secondo le fluttuazioni del momento. La mediatizzazione del fatto e l’uso sistematico dell’opinione pubblica poco consapevole e male informata (per ovvie e sante ragioni a volte)fa parte di una lotta. Ai telespettatori la scelta o meno di partecipare a un gioco in cui nessuno sa quali sono le regole e a quale autorità rifarsi.

      Spero di non aver disturbato troppo.

    29. M. Says:

      Peccato che se avessero rapito tua figlia lo stato per legge avrebbe congelato i beni della tua famiglia…esiste una legge a riguardo che serve a tutelare i rapiti. Pagare un riscatto di stato e’ vagamente in contraddizione.

    30. steu Says:

      E allora?
      mia figlia, che non ho, non é in Irak al momento. Ogni situazione ha le sue caratteristiche contingenti e quando ci sono di mezzo politiche estere e media, poteri pubblici e interessi privati, a mio parere, il discorso si fa su piani diversi. Le contraddizioni ci sono ed eccome, ma per la tua stessa idea lo stato italiano dovrebbe sopprimere i suoi servizi segreti perché commettono, in ogni secondo, una violazione del diritto vigente per i singoli cristiani. Diciamo che é una contraddizione in mezzo a tante altre e non vedo perché ci si deve scandalizzare cosi tanto.
      Un rapito non è un ostaggio e il terrorista di turno non viene a chiedere i soldi a me, ma allo stato italiano, cosi come gli chiede di togliere l’occupazione che un esercito di uno stato impone al “suo” paese: mi sembra una differenza non risibile…
      Moro, (e che palle, oramai é l’ideal tipo dell’omicidio di stato) non era solo un singolo cittadino, ma rappresentava qualcosina di più…che poi sia morto come un povero cristo e che il responsabile politico di quella vicenda, non solo non sia sparito dalla circolazione, ma sia diventato due volte presidente del consiglio e una volta presidente della repubblica questo è una altro discorso…
      about contradictions

    31. milton Says:

      Gli interventi di Carlo e di Steu sono molto stimolanti. Mi sembra paradossale che sentiate odore di ottocento, di stato etico e di assolutismo allorchè si parla di principio di legalità, di parità di trattamento tra i cittadini, di trasparenza dei comportamenti dell’esecutivo e non, piuttosto, quando si attinge ai fondi riservati dei Servizi, si esercitano i relativi poteri autorizzativi del Presidente del Consiglio ( veri e propri fossili dello stato assoluto e dell’antica libertà del sovrano nel servirsi dei quattrini dell’erario ), si divulgano menzogne al popolo sull’agìre del governo, si oppone ( come sarà necessario ) il segreto di Stato alla magistratura, etc.
      Non nego che sia un armamentario indispensabile ancora oggi, ma, ripeto, è complessa e non sentimentale da valutazione a compiersi dallo Stato.

    32. Carlo Says:

      Ma è proprio questo, Milton. Il principio di legalità si coniuga con la forma dello stato, pesi e contrappesi. C’è anche da dire che la nostra costituzione non contempla la pena di morte, ma l’applicazione della “Ragion di Stato” non è altro che la reintroduzione della stessa pena per vie surrettizie (non c’è potere più assoluto per uno stato che il potere di uccidere, o anche di scegliere chi deve morire e chi no).

    33. M. Says:

      steu, allora significa che se hai pagato hai creato un precedente, e se rapiscono il prossimo in iraq mi aspetto che si paghi anche per lui (e’ diverso?) e cio’ e’ un incentivo per continuare a rapire. Un rapito e’ un ostaggio, non c’e’ alcuna differenza.

    34. Paolo Graziani Says:

      C’era da pagare. E del resto non sarà quel milione di dollari a cambiare le sorti del terrorismo. Quello è finanziato con miliardi di petroldollari.

    35. delio Says:

      credo che vari tra i partecipanti al dibattito abbiano la mia età (26) e piú che il sequestro moro ricordino l’ondata di rapimenti a scopo di lucro di fine anni ’80. ora io del sequestro moro, e delle discussioni tra i sostenitori e i contrari alla linea della fermezza, so relativamente poco; però a mente fredda, la legge sul blocco dei beni che ha posto fine all’ondata di quindici anni fa si è rivelata una panacea; crudele ma necessaria e assolutamente efficace, a conti fatti. è plausibile che in irak ci si stia muovendo diversamente, e secondo me il fatto è (anche) che si tratta – appunto – di irak, e non di italia.
      voglio dire: se lo stato pagasse (o permettesse di pagare) il riscatto chiesto per ogni figlio di industriale rapito, è chiaro (anzi, è già successo) che dopo un anno si troverebbe a dover fare i conti con dieci volte tanti rapimenti: un effetto domino catastrofico. fin tanto che, però, il governo libera un ostaggio italiano in irak pagando, temo ci sia sotto sotto anche la speranza (chissà quanto fondata) che i rapimenti che ne seguiranno, incentivati dalla soluzione positiva ( fantastico gioco win-win ) di quello appena concluso, saranno a spese di altre nazionalità; e soprattutto, andranno a destabilizzare – appunto – l’irak e non l’italia, quindi in definitiva chi se ne fotte?

    36. delio Says:

      (precisazione necessaria visto che nei commenti viene annullato anche il falso codice html: “fantastico gioco win-win” era in modalità sarcasmo attivata)

    37. miic Says:

      forse ricordo male, ma mi sembra che la legge sui sequestri di persona preveda anche la possibilità di pagamento del riscatto, previa autorizzazione del giudice o della procura. e mi sembra anche che in un caso – quello del piccolo Faruk – si disse che i servizi segreti avevano pagato: guardacaso si trattava di un bambino – per di più straniero e imparentato con famiglie potenti – per cui tutta l’Italia stava col fiato sospeso. Da che mondo è mondo lo Stato decide quando prescindere dai propri principi di legalità; meno male che a volte riesce a farlo anche a fin di bene.

    38. Antonio Says:

      Mi trovo assolutamente d’accordo con Delio, che ho appena criticato da Morelli. Non dico prima, ma poco dopo essersi posti un quesito come quello di questo post, bisognerebbe fare un check di contesto: ha senso confrontare i sequestri delle BR, delle anonime e quelli di oggi in Irak? La risposta non è scontata, ma bisogna provarci prima di fiondarsi nella discussione.

      Penso di no. Le BR avevano delle rivendicazioni politiche deliranti ma le avevano e quindi il riconoscimento delle richieste diveniva automaticamente delegittimazione dello stato.
      Quanto ai sequestri per profitto, il blocco unilaterale imposto dalle autorità avviene in un contesto in cui queste sono in grado di esercitarla un’autorità, perchè riconosciute, insediate, consolidate, diffuse, etc.
      Tutte condizioni che non si verificano in Irak. Quindi non c’è strategia di quel tipo che possa essere messa in atto: prosciugare la linfa vitale (i soldi facili nel caso dei sequestri ordinari, l’appoggio diffuso nel caso del terrorismo politico) presuppone che si controlli l’80% dei rubinetti.

      In Irak intanto non sappiamo quanti e quali gruppi esistano e se con carattere delinquenziale o politico/religioso o entrambi (Lia abbiamo davvero idee così chiare su questo caso?). E già quì diventa difficile capire come procedere. E poi regna il caos. Insomma quel milione di dollari che neghi non diventa più il fattore essenziale per il quale puoi fermare questi fenomeni.

      Carlo quel post di Gianluca fatto ravanando nella spazzatura non dimostra granchè; tra l’altro le prime due citazioni sono delle clamorose cantonate (ma tanto basta dare un er sangue ar popolo). Per il resto sono d’accordo.

      ciao

    39. Carlo Says:

      Antonio, se ti fai un giro per i blog c.d. “neocon” troverai le stesse cose del post di Gianluca, se non peggio. Sul fatto che questo sia ravanare nella spazzatura sono completamente d’accordo.

    40. albertaccione Says:

      sul washingtonpost (abbastanza indipendente) la vicenda viene commentata così:
      1) a livello internazionale l’italia ha fatto una figuraccia per aver ammesso il pagamento, anche se solo ufficiosamente.
      2) le dichiarazioni delle due riflettono l’opinione pubblica italiana, la maggioranza, da sempre contro questa guerra poichè ritenuta incomprensibile.
      Questa seconda mi ha stupito. Sulla stampa italiana non avevo mai letto (a parte gli organi di partito, ovvio) che il governo fosse partito senza il minimo appoggio popolare.

    41. delio Says:

      albertaccione, stai scherzando spero.

      (non che abbia fede cieca nei sondaggi, ma piú ostili alla guerra degli italiani pare ci fossero solo gli spagnoli, in europa.)

    42. Se me lo dicevi prima Says:

      A casa d’altri
      Oggi non scrivo niente da queste parti, non fosse altro che il tempo a disposizione per il blog (e anche un po’ di piu’, ad essere onesti) me lo sto giocando per seguire questa discussione da Squonk sulla liceita’ per…

    43. conundrum Says:

      Ragion di Stato
      Da Squonk, per discutere (con grande serenità ) di rapimenti, di due Simona, e di principi di legalità .

      La mia posizione l’ho esposta nei commenti al post di cui sopra: uno Stato ha obblighi morali molto più alti di una singola persona (non parli…

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