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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
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    15/12/2004

    Greetings from Geneva 5 – Berlusconì

    Filed under: — JE6 @ 22:09

    Sono tempi tristi, per la nostra reputazione nazionale, se anche i tassisti svizzeri, dopo aver capito che i due passeggeri caricati sono italiani, dicono “E allora, questo Berlusconì, non sono riusciti a condannarlo?” e scuotono la testa – aggiungendo, credo per cortesia, una frase che si può tradurre più o meno con “tutto il mondo è paese”.

    Greetings from Geneva 4 – Le luci sotto le suole

    Filed under: — JE6 @ 22:06

    C’è questa piazza, lunga e stretta che sembra un viale, e si chiama Place du Molard. Immagino che il nome significhi qualcosa, ma il mio francese si limita a dieci-quindici parole.
    La si percorre per riportarsi verso il Pont du Mont-Blanc, quello che sta sopra il Reno che entra nel lago. E chissà perchè, gli svizzeri hanno voluto strafare, venendo meno alla loro grigia sobrietà; non bastano le luci sfavillanti dei negozi, delle gioiellerie, degli alberghi di lusso. No, hanno tirato via un centinaio di pietre del pavè, hanno piazzato una lampadina nel buco, e lo hanno ricoperto con un finto pavè trasparente. Queste nuove mattonelle portano ognuna una scritta: merci, welcome, hello, cose così. Fa uno strano effetto camminare su questo planetario rovesciato, e istoriato come l’interno di un Bacio Perugina.