< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • July 2011
    M T W T F S S
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    05/07/2011

    Effetto annuncio

    Filed under: — JE6 @ 13:35

    Dice Claudio Baglioni che quando finirà con la musica (devo essere onesto: io pensavo che questo fosse successo una ventina d’anni fa) si ritirerà in convento. Lì per lì mi son detto guarda che gesto nobile. Poi mi sono ricordato di quell’altro.

    Le regole del gioco

    Filed under: — JE6 @ 08:55

    Io penso che le popolazioni della Val Susa abbiano tutti i diritti di dire che non vogliono la TAV, o meglio quella TAV che passa a casa loro (ché di quella si parla: delle altre non si ha notizia). Penso che abbiano anche tutti i diritti di opporsi alla sua realizzazione, con i presidi e le marce e i blocchi dei cantieri. Penso altresì che chi rappresenta lo Stato, quello Stato  che legittimamente ha preso una decisione che non conta se sia giusta o sbagliata, abbia tutti i diritti di esercitare il suo potere, dove quel “suo” significa “nostro”. Pure usando la forza, il cui esercizio noi deleghiamo allo Stato stesso. E penso che ci si possa lamentare se della forza viene fatto un uso eccessivo, non se viene usata: fa parte del gioco, se così lo si può chiamare. Opporsi allo Stato significa ricevere in cambio violenza, se si decide di farlo se ne accettano le conseguenze, e non importa se la massa è fatta di pensionati con il cappello di paglia in testa, adolescenti brufolosi e casalinghe con le gambe coperte da calze quaranta denari: queste sono le regole del gioco, che valgono sempre e per tutti: ci vuole tanto coraggio quanta dignità, a prendere cazzotti, e bisogna saperlo prima.