Vuoi essere mio amico?
Il termine “amico“, di questi tempi, è usato con una disinvoltura eccessiva e sconsiderata. Basta aver bevuto insieme un caffè una volta per definire o essere definiti “amici“. E siamo tutti (o quasi) talmente abituati all’andazzo che non ci facciamo più caso – e addirittura ci troviamo in difficoltà se dobbiamo trovare non dico un sinonimo, ma un termine che indichi una forma di conoscenza anche cordiale, ma che con l’amicizia non ha (non ancora, almeno) a che fare. Ciò nonostante, a volte capita di essere messi di fronte al quesito in modo talmente brutale da risvegliarci dal torpore dell’abitudine. Per dire, oggi mi sono arrivati tre inviti a Tagged. Che dicono: XXX has added you as a friend. Is XXX your friend? Please respond or XXX may think you said no 🙁
Ora, lasciando perdere per un attimo l’orribile emoticon che chiude l’invito – e che riporto solo per necessità di cronaca – lo dico sul serio: non si fa così. No. Non c’è nemmeno bisogno di citare Moretti per ricordare che, cazzo, amico è una parola pesante. Non è giusto dover cliccare su “Yes” per non dispiacere e non è nemmeno giusto dover cliccare su “No” per mancanza di un’alternativa meno secca e manichea. E un sistema che, se clicchi il bottone sbagliato ti costringe a pietire attestazioni di amicizia a tutta la tua rubrica (già ipertrofica di suo, viste le brutte abitudini descritte più sopra) può essere definito solo come una cialtronata, quale che sia la sua “mission”. Forse non è vero che gli amici non sono solo quelli che si avevano all’età di dodici anni (e i tre inviti ricevuti, a scanso di equivoci, ne sono per me la riprova) – ma c’è modo e modo di farseli, e di farsi riconoscere come tali.
March 27th, 2007 at 21:51
Anch’io ho ricevuto i tre inviti (gli stessi?). Pare che la spiegazione della cosa sia questa qua.
March 27th, 2007 at 22:18
Ho patito analogo disagio: inizialmente, avevo abbozzato; poi, in seguito a una pioggia incoerente di inviti, mi sono cancellato.
March 28th, 2007 at 07:57
Io gli ho lasciato pensare che avessi detto no.
(tanto era il Confuso, non se ne sarà nemmeno reso conto di avermi chiesto cotanta prova di amicizia)
March 28th, 2007 at 11:52
in italiano effettivamente si distingue tra “amico” e “conoscente”, mi chiedo se la stessa differenza semantica si possa riscontrare nella lingua inglese o se vi sia un utilizzo di “friend” in termini più ampi, ricomprendendo quindi anche rapporti non propriamente identificabili come “amicizie” nel senso che noi intendiamo.
March 28th, 2007 at 15:59
ora, pensate a quei tapini che di tagged non ne hanno ricevuto neppur uno
March 29th, 2007 at 15:59
Mi sento come Charlie Brown senza nemmeno una valentina (anche se una ce n’è eccome, ma questa la capiscono i miei amici).
March 30th, 2007 at 15:54
@effe:
Beh, e allora?
Io non ne ho ricevuto neanche uno, ergo ZERO rottura di scatole.