< City Lights. Kerouac Street, San Francisco.
Siediti e leggi un libro

     

Home
Dichiarazione d'intenti
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

Talk to me: e-mail

  • Blogroll

  • Download


    "Greetings from"

    NEW!
    Scarica "My Own Private Milano"


    "On The Blog"

    "5 birilli"

    "Post sotto l'albero 2003"

    "Post sotto l'albero 2004"

    "Post sotto l'albero 2005"

    "Post sotto l'albero 2006"

    "Post sotto l'albero 2007"

    "Post sotto l'albero 2008"

    "Post sotto l'albero 2009"


    scarica Acrobat Reader

    NEW: versioni ebook e mobile!
    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione epub"

    Scarica "Post sotto l'albero 2009 versione mobi"

    Un po' di Copyright Creative Commons License
    Scritti sotto tutela dalla Creative Commons License.

  • Archives:
  • Ultimi Post

  • La prossima home page
  • Letter to you
  • Le cose, come sono
  • Nostra Signora del Lavoro
  • Federalismi
  • Tornando
  • A casa
  • Le voci dentro
  • Al lavoro
  • Il lockdown visto da Sarajevo
  • September 2007
    M T W T F S S
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930

     

    Powered by

  • Meta:
  • concept by
    luca-vs-webdesign (contact)
     

     

    06/09/2007

    La forma delle cose

    Filed under: — JE6 @ 12:27

    So che Gianluca ha ragione, quando scrive “mi chiedevo se il concetto di template abbia ancora senso: tra quelli che leggono su aggregatore, via mail, o addirittura via Facebook, il controllo della forma è già perduto, la sostanza è tutto ciò che importa, la forma migliore di usabilità non la decidi più tu, ma il tuo lettore“. Questa è la realtà. Però, sono sincero: a me questa storia che la forma di una cosa mia non la decido io mi infastidisce un po’, se non altro perchè nella scelta della forma io provo (ho provato) a dire qualcosa di me stesso. Non mi spingo oltre, anche se mi viene da chiedermi se la grande smania di collaboratività, di comunità che si è impossessata di (quasi) tutti noi non ci abbia preso troppo la mano, togliendoci – insieme alla boria – anche un po’ di senso di responsabilità: mi chiedo perchè devono essere gli spettatori a decidere la scaletta di un concerto o il finale di una serie tv, tanto per fare due esempi piccoli ma non credo poco significativi. Poi, certo, anche a me fa comodo che questo blog possa essere letto via rss – ma quanto mi piacerebbe che tutti gli aggregatori lo ripresentassero così come davvero è, con le sue parole e le sue immagini.
    [mini]marketing

    Repetita juvant?

    Filed under: — JE6 @ 08:04

    Per indole tendo a dare almeno una seconda opportunità a chi fallisce la prima. Ieri, leggendo la letterina di Trenitalia che si scusava per il ritardo di un centinaio di minuti che aveva fatto sopportare a me e al mio giovane compagno di viaggio al ritorno da Roma e che mi comunicava la concessione di un rimborso di poco più di venticinque euro ero esattamente in questa benevola disposizione d’animo: chi non sbaglia mai nella sua vita? Io no di sicuro, posso pretenderlo dagli altri, persone o aziende che siano? E’ che poi ho capito che il rimborso consisteva in un buono per l’acquisto di un altro biglietto ferroviario [1] da eseguirsi tassativamente entro sei mesi, e mi sono anche ricordato di aver letto questo articolo sui ritardi accumulati dai treni italiani nel mese di giugno (118 giorni in totale, ed è un dato che sfida la nostra concezione di spazio e di tempo, con ogni evidenza), e mi sono seriamente chiesto se Trenitalia meritasse davvero una nuova, cieca, incosciente manifestazione di fiducia.
    The Blog Lies Down On Broadway, Corriere.it

    [1] La ciliegina sulla torta è che il biglietto acquistato usando il coupon di rimborso non potrà a sua volta essere soggetto ad un secondo rimborso, anche qualora il treno subisse il solito ritardo biblico.