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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    02/02/2004

    Le sorprese della vita

    Filed under: — JE6 @ 13:27

    Un’amica mi scrive: “ti basisci per troppo poco“. Forse, anche se, più passa il tempo e più ho l’impressione di non stupirmi davanti a (quasi) nulla.
    E comunque. A volte, uno si mette lì e scrive la prima cosa che gli passa per la mente, senza studio, senza riflessione, solo con un’immagine che lo spinge. Niente di cosmico, nessun dialogo sopra i massimi sistemi, nessuna teoria, nessuna analisi, nessun newyorktimes.
    Ed ecco che ti arrivano messaggi, e commenti che non ti aspetteresti, ti gratti la testa in un misto di soddisfazione e stupore, perchè insomma, l’esser stato davanti alle vetrate di un bar di Via Fiuggi per cinque secondi sembra aver scatenato più reazioni in coloro che ti leggono che non in te stesso.
    Alla fine, concludi che, almeno finchè tutta questa cosa che chiami blog non è e diventa una professione (e quando mai), allora, insomma, lascia che sia: senza programmare, senza pianificare, buttando lì quello che ti viene per la testa. Meglio che puoi, certo, ma non più di questo.

    Le sorprese della vi…

    Filed under: — JE6 @ 13:22

    Le sorprese della vita
    Un’amica mi scrive: “ti basisci per troppo poco“. Forse, anche se, più passa il tempo e più ho l’impressione di non stupirmi davanti a (quasi) nulla.
    E comunque. A volte, uno si mette lì e scrive la prima cosa che gli passa per la mente, senza studio, senza riflessione, solo con un’immagine che lo spinge. Niente di cosmico, nessun dialogo sopra i massimi sistemi, nessuna teoria, nessuna analisi, nessun newyorktimes.
    Ed ecco che ti arrivano messaggi, e commenti che non ti aspetteresti, ti gratti la testa in un misto di soddisfazione e stupore, perchè insomma, l’esser stato davanti alle vetrate di un bar di Via Fiuggi per cinque secondi sembra aver scatenato più reazioni in coloro che ti leggono che non in te stesso.
    Alla fine, concludi che, almeno finchè tutta questa cosa che chiami blog non è e diventa una professione (e quando mai), allora, insomma, lascia che sia: senza programmare, senza pianificare, buttando lì quello che ti viene per la testa. Meglio che puoi, certo, ma non più di questo.