Di bambini e retorica
Di retorica ci nutriamo tutti. Le frasi fatte sono tali perchè ribadiscono alcune verità, che vengono più confermate che smentite dall’esperienza quotidiana.
Non ho quindi intenzione di mettermi a confutare i commenti al post che trovate qui sotto: “Io preferisco gli adulti che mantengono senza tante pose la spontaneità e lo stupore sereno dei bambini“, “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta“, eccetera.
Sono frasi sagge, che hanno un fondo (e forse più) di verità.
Ma, mi scusino coloro che hanno avuto la gentilezza di postarle, a me suonano parole troppo Mulino Bianco per essere vere fino in fondo.
Mi gira per casa una bambina che compirà tre anni fra qualche giorno; vedo ogni sera che cosa significa ingenuità, stupore, pura allegria e pura tristezza. Al termine di certe giornate di lavoro, con il corpo stanco e l’anima messa forse persino peggio, provo invidia per la serenità di quella bimba, cerco – senza riuscirci – di rubargliene un po’.
Ma, con tutto questo, non vorrei scambiare ciò che sono io con ciò che è lei in questo momento. Ho una consapevolezza della vita che lei non ha, provo una complessità di sentimenti che lei non prova, ho dentro di me trentasette anni di vita che lei non ha. Non sono una persona migliore rispetto a lei, ma sono una persona più completa. Ed a questo si arriva con tutte le fatiche, i compromessi, le perdite di innocenza, le disillusioni, i cambiamenti che ci rendono adulti. Se così non fosse, resteremmo bambini ed andremmo all’asilo per tutta la vita. Per quanto mi riguarda, non è certo ciò che auguro a mia figlia.
Lo so, anche questa è retorica. Me la si perdonerà, spero.
February 20th, 2004 at 09:15
Nemmeno io tornerei indietro, se non altro per non dover indossare di nuovo quegli orrendi grembiulini
February 20th, 2004 at 09:26
gliel’ha mai detto nessuno che lei sarebbe il padre ideale dei miei figli? ;o) baci.
February 20th, 2004 at 10:02
Parole sante, Mr. Squonk.
Le diro’ di piu’, lei mi sembra troppo indulgente con chi continua ad intrattenersi con la retorica dell’innocenza dei bambini, spesso proiettando sui bambini le sue aspirazioni piu’ che osservando il comportamento di bambini veri.
Anche io ho una bimba di tre anni, che spesso mi disarma per la sua ingenuita’ e freschezza, ma altrettanto speso si dimostra scaltra e scafata almeno quanto me, e sa benissimo quali tasti premere per ottenere quel che desidera.
February 20th, 2004 at 10:20
Mai parlato di innocenza e superiorità dei bambini. Ma di “spontaneità e stupore”. E’ diverso; mi riferivo al “fanciullino” che dovrebbe restare in tutti gli adulti. Ma probabilmente anche Pascoli è uno stucchevole banalone da Mulino Bianco. Buon week end.
February 20th, 2004 at 10:34
Una parte di me rimane bambino, non ditelo a Jackson!
February 20th, 2004 at 10:50
Erendira, vorrei che fosse chiaro che nelle mie parole non c’è ironia, o dileggio. Se così sembra, me ne scuso. Detto questo, nonostante una professoressa splendida che ricordo ancora con grande affetto e per la quale serbo riconoscenza infinita per avermi fatto amare tanti libri, del Fanciullino mi è rimasto dentro solo la descrizione del poeta, colui che dice le parole che tutti hanno sulla punta della lingua ma nessuno riesce ad esprimere. Per il resto, oblio totale, e, lo dico senza nessun desiderio iconoclasta, sui e dei bambini ha scritto infinitamente meglio Stephen King. Ma è questione di gusti, certo.
February 20th, 2004 at 11:12
Lo stupore e la spontaneità, come molte altre belle cose, non sono proprie dei bambini, credo, ma degli esseri umani in generale. Il fatto che in molti adulti si notino meno è solo perchè vengono nascoste o soppresse, più o meno volontariamente. Detto in altre parole, non credo che i bambini siano “migliori”, credo che abbiano avuto meno occasioni di peggiorare. Ma ne avranno, naturalmente. Peraltro, visto che non possiamo evitare di essere stati bambini e non possiamo evitare di diventare adulti, stabilire cosa sia meglio o peggio forse non è così importante.
February 20th, 2004 at 14:24
Lasciando perdere il “Mulino Bianco”, credo di aver scritto anche, in quel commento, che il problema non è l’essere adulti ma aver dimenticato di essere bambini. Il che, come dice Erendira, significa sapersi ancora stupire per qualcosa, o saper riconoscere (era il seguito, ma anche la premessa della frase che ho postato) un elefante che ha mangiato un boa. Guardare oltre le apparenze, insomma.
Ricordare che cosa vuol dire essere bimbi, poi, non vuol certo dire agire da ingenui… qualcuno non ha forse scritto, qualche commento più su, della scaltrezza dei bambini?
Conservare la capacità di reazione, la fantasia, la prontezza, la capacità di accogliere nuove informazioni e nuovi stimoli che è propria dei bimbi a me non sembra una manifestazione di ingenuità, ma un esercizio costante che spero di continuare a fare (ci provo, non è detto che ci riesca) fino alla fine della mia vita.
Certo, questo non vuol dire non crescere, anzi.
February 20th, 2004 at 14:49
Riccio, quelle capacità non sono dei bimbi. Sono degli umani in generale, e c’è chi ne ha di più e chi ne ha di meno. Anche tra i bambini.
Ciò detto, la discussione è interessante, ma è forse ancora più interessante il fatto che il post era una metafora, e non un esercizio di pedagogia fai-da-te.
February 20th, 2004 at 16:36
Qualunque cosa ci sia nello sguardo di un bambino, è sempre un adulto a coglierla.
February 21st, 2004 at 10:16
Qualunque cosa ci sia nello sguardo di un bambino, è sempre un adulto a formularla. A coglierla, sono capaci pure i bambini. E una descrizione carente nulla toglie alla precisione dell’analisi. Che spesso inchioda.