Addosso (reprise)
Se c’è una cosa che, ogni volta, mi lascia attonito nelle discussioni su blog e blogger(s), è il pensare ed il sostenere che il blogger sia e debba essere diverso e migliore dal resto degli umani.
Un esempio? Vittorio Zambardino scrive: C’è in troppe di quelle pagine un rifiuto dell’idea stessa di un diario discusso con gli altri e una proiezione di un falso sè, molto migliore della persona reale, almeno nelle pretese. Ogni tanto ci sono solide contraddizioni a questa enunciazione. Ma accidenti quanta noia, quanta fuffa. Leggendo non si sente una persona li’ dietro.
Perbacco. Viene da chiedersi come sono fatti gli umani non blogger che Zambardino frequenta. Tutta gente pane al pane e vino al vino, tutta gente che non fa promozione di se stessa, tutta gente che si fa vedere per ciò che realmente è, tutta gente di contenuto e sostanza? Andiamo.
Qualche sera fa, dopo le dovute presentazioni ed una birra o due, mi sono permesso di chiedere a Fabio come fossero i blogger, visti di persona. Non ho registrato la sua risposta, che era comunque vicina a “un significativo campione di umanità“.
Appunto. Nel bene e nel male, questi signori che si mettono alla tastiera a scribacchiare dei cazzi loro piuttosto che dei massimi sistemi, sono proprio persone comuni, di quelle che si incontrano in metropolitana e all’Esselunga. Ci sono i modesti ed i superbi, quelli che vale la pena ascoltare e quelli che percaritadidio, gli intelligenti e gli stupidi, e basta che con le coppie di opposti mi son stufato e spero che ci siamo capiti.
Insomma, Zambardino frequenta la lega degli uomini straordinari, e quindi scuote la testa e dice “quanta fuffa, signora mia“. Io vado al Bar Mario, e non mi stupisco di nulla; so che anche lì, sedute a quei tavolini unti, ci sono buone compagnie, e cerco di riconoscerle, di ascoltarle, di berci un caffè insieme.
Fuoridalcoro
February 21st, 2004 at 15:57
Sono d’accordo, e andrei oltre… fedele ai precetti alla “bertoncelli” battevo la testa contro il muro per far assomigliare il mio blog alla mia vita reale; così col blog mi sono accorto che nella vita reale fingevo costantemente, per non sgradire.
Adesso il mio blog è la cosa più vicina a me stesso che io conosca
February 21st, 2004 at 17:19
Sarà che conosco a sufficienza la persona, che quasi quindici anni fa era già con me e pochi altri a bestemmiare contro i modem, ma mi sento di affermare che hai un po’ frainteso il tono dell’affermazione: Zamba non è uno che cala giudizi dall’alto, per usare un’immagine forte è uno che infila le mani nella merda prima di dire che puzza.
Si può non essere d’accordo con la sua opinione, ma non bollarla come pregiudizio. Per il resto il dibattito è aperto.
February 21st, 2004 at 18:46
Nella frase di Zambardino riportata da Squonk ci sono due aspetti che terrei separati, ovvero il fatto che le persone nei blog non siano ‘vere’, e che nei blog ci sia troppa noia e/o fuffa.
Il problema se le persone sui blog siano più o meno ‘vere’ che nella vita mi pare da una parte non essenziale e dall’altra inestricabile (per esempio, ‘vero’ rispetto a cosa ?)
Il problema di come/quanto sui blog si riesca a trovare qualcosa di interessante mi sembra un po’ più maneggiabile.
Riguardo a questo aspetto, ho il dubbio che persone anche molto più avvezze ad Internet del sottoscritto abbiano delle aspettative sbagliate nei confronti dei blog, che, scusate lo schematismo, derivano dall’assunto per cui una cosa pubblicata, non importa se su carta o su Internet, deve avere qualcosa di speciale rispetto a una cosa che si sente per la strada.
Il blog ha caratteristiche in comune con altri media che utilizzano la scrittura, ma anche con ambienti nei quali regna l’oralità, p. es. la piazza, o il bar, come dice squonk.
Siccome scrittura e lettura non sono contemporanee, il vantaggio del blog sta nel poter pubblicare testi pensati e limati, e questo lo rende simile a giornali o libri.
D’altra parte, qui fuori c’è il tipico casino di una strada. Il bello della strada è la possibilità di essere stupito da qualcosa/qualcuno molto diverso da me, il fatto che da un rumore spesso fastidioso salti fuori qualcosa di inaspettato.
Trovo il blog interessante come mezzo per provare a combinare la qualità di una pubblicazione e la serendipity della strada.
Il fatto che la fuffa abbondi, dove per fuffa si intende qualcosa che non mi interessa, fa parte del gioco ed è il costo da pagare per la possibilità di qualcosa di inaspettato.
February 21st, 2004 at 22:26
io non so e a volte proprio non capisco cosa davvero ci si aspetti da codesti blog.
A parte una piccola élite che del blog ne fa un uso quasi professionale, vi è una sterminata marea di gente che usa il blog per puro divertimento e rilassamento.
In quest’ottica tutto può diventare interessante o noioso sempre tenendo presente le relazioni che si vengono a formare con i proprietari degli stessi: sono affinità, simpatie, vicinanze, polemiche, cose umane, insomma.
Al di sotto del blog c’è un essere umano che per me rimane ancora la cosa più interessante da esplorare.
February 22nd, 2004 at 06:57
Ti ho mandato un ping, ma non credo che quelli di excite funzionino. In ogni caso questo è il post: “Disclaimer del blogger”
http://ilditonelnaso.blog.excite.it/permalink/88052
February 22nd, 2004 at 14:32
Vic, nessun pregiudizio. Per me, è un’analisi sbagliata, o per lo meno incompleta. Tutto qui.
February 22nd, 2004 at 15:47
(OT) Scusate l’intrusione, volevo solo fare i complimenti a Sir Squonk per l’intervista, intelligente ed interessante… Buona domenica.
February 22nd, 2004 at 17:38
Non entro nel merito del commento da lei riportato, Sir, ma nel tema delle aspettative,che mi sembra il punto centrale del suo post e del commento di Lizaveta qui sopra. Come sottolinea bene Marco, sempre quassù, il blog ha la specificità di essere fatto di scrittura (pubblica, inoltre)il che rappresenta uno scarto non sottovalutabile rispetto ai contatti diretti. Ed è per questo che un blogger è “diverso”, anche se, ovvio, non certamente “migliore”, rispetto alla maggioranza di persone (suppongo non blogger) che si incontrano in metropolitana, all’Esselunga o al bar Mario. Incontrare e relazionarsi con le persone tramite la scrittura, per di più in Rete, e, fra l’altro, non in una chat o in un forum, ma in un luogo ancor più scritto e meno orale come è un blog, crea aspettative differenti rispetto all’oralità pura perchè differente e più elevato è l’investimento (anche materiale, di tempo, di denaro – mica tutti postano dal luogo di lavoro, anzi) del blogger scrittore/lettore. Perciò, pur sapendo che il blogger è una persona normale, ci si aspetta, forse sbagliando, una sorta di valore aggiunto dalle relazioni fra blogger rispetto a quella col magari molto simpatico vicino di casa non blogger. E, perciò, si è più esposti alle delusioni che, a quanto pare, non è tanto facile elaborare fra sè e sè. Questo fatto della scrittura come operazione “diversa”, e ancor più “diversa” se in rete, giustifica anche tutto il parlare dei o attorno al blog che si fa in giro per la blogopalla. Non è un caso che tanto parlare sia opera per lo più di “addetti ai lavori”, che hanno con la scrittura, adesso anche con quella in rete, un rapporto “speciale” quando non decisamente professionale.
February 22nd, 2004 at 21:19
Secondo me dobbiamo anche accettare che ci sia gente che trova i blog noiosi e si annoi a parlarne, mentre noi ci dedichiamo tanta parte della giornata. Io guardo poca tv: appena l’accendo trovo subito qualcosa che non mi piace. Zambardino non legge i blog.
February 23rd, 2004 at 10:03
Quello che mi lascia perplessa, sempre, è il fatto di “aspettarsi qualcosa”. Ci sono in giro cose belle, cose simpatiche, cose gradevoli, nei blog come sui tram o all’Esselunga, o al cinema o su una spiaggia o in mezzo a un prato. Ma non penso ci siano dovute. Se vai a farti una passeggiata nel bosco e ti capita di vedere un bellissimo tramonto dietro i rami un albero, con tanto di scricciolo che si dondola romantico sei tutto contento. Ma non è che se non capita torni a casa seccato dicendo “Sì, vabbè, si dice tanto di sti boschi ma poi non è che si impegnino sempre al massimo per intrattenermi, ste latifoglie neghittose”.
February 23rd, 2004 at 10:23
Sphera, il paragone non calza. Ti sfugge il fatto che la natura non è scrittura e che alle latifoglie non frega niente di mettersi a fare post o commenti. Sul fatto di aspettarsi qualcosa avevo scritto che “forse” si sbaglia. In effetti, si sbaglia. Il che è molto umano, cmq.
February 23rd, 2004 at 12:46
Sul fatto che la natura non sia scrittura si potrebbe discutere (anche se per farlo come si deve bisognerebbe sentire il parere delle foglie). Ma l’intenzionalità o meno non ha niente a che fare, secondo me, con quanto ci si può o ci si deve aspettare.
February 23rd, 2004 at 19:04
Cari,
Sono risalito a questo dibattito per puro caso. Vedo che Squonk ha ripetuto in maniera piu’ ampia una critica che gia’ aveva postato in un commento sul mio blog. La mia analisi forse era sbagliata, puo’ darsi, ammetterlo non mi danneggia la vita, non ho certo io in mano la verità assoluta, questa obiezione la capisco. Io mi sono limitato a dire che personalmente, leggendo ogni giorno almeno una decina di blog, ne riportavo una impressione di inautenticità e in questo senso non ho accusato i blogger di non essere a sufficienza votati ai massimi sistemi, ma proprio di non essere se stessi. Mi spiego: c’è troppo giocare a fare i giornalisti o gli scrittori, troppo (diciamola la parolaccia) dilentattismo. tanto e’ vero che quando una snob vera, come Giua Soncini del Foglio, vede i blog, ne definisce gli autori segaioli senza editore. E’ una snob del cavolo, ma coglie un punto. Altro che Bar Mario, è proprio il bar Mario che manca, il profumo e l’afrore del bar Mario. Detto questo ci sono blog di assoluta delizia, ma non dico quali.
Ecco il mio argomento. L’obiezione che non ho capito invece è quella che io frequenterei chissa quali mammasantissimi e da quella cattedra sproloquierei. Sproloquiare sproloquio, ma sempre dall’alto del mio modem che com Vic sa, ogni tanto mi fa patire le pene dell’inferno. Del resto a me la telematica dilettantistica h afatto si’ che facessi della medesima la mia professione, quindi va bene pure esere dilettanti.
Un saluto a tutti
February 21st, 2004 at 16:33
Addosso (ancora)
Riporto un commento lasciato ieri notte (sotto