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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    11/04/2007

    Gliel’avrà detto Padoa Schioppa

    Filed under: — JE6 @ 13:50

    Adesso, far pagare il biglietto ad uno che prende il treno è sinonimo di “giro di vite“.
    Repubblica.it

    Marketing Blog Playoffs 2007

    Filed under: — JE6 @ 10:46

    Avete un blog che parla (almeno un po’) di marketing, comunicazione, annessi e connessi?
    E lo avete aperto negli ultimi quindici mesi (cioè, dal primo gennaio duemilasei in poi: zucconi)?
    Allora, forza, andate e iscrivetevi: i Marketing Blog Playoffs 2007 vi aspettano.
    [Per la precisione: io ho capito che il vostro blog deve essere gggiovane; voi potete anche avere l’età di Matusalemme]
    Marketing Blog Playoffs 2007, via [mini]marketing

    Sul mio personalissimo tabellino

    Filed under: — JE6 @ 10:24

    Il miglior blog del momento è Italia Loro di Claudio Rinaldi.
    Italia Loro

    The time is gone, the song is over, thought I’d something more to say

    Filed under: — JE6 @ 09:58

    [Post lungo e noioso; uomo avvisato, eccetera]

    Chi di noi, quindi, coerentemente a quando chiede ricambio e competitività, è disposto, oggi, a sottoscrivere un patto che lo impegni, raggiunta l’età dei 60 anni, a lasciare o non accettare un ruolo di leadership (cariche primarie della politica e dell’economia) continuando ad offrire il suo impegno nei ruoli di vice, di numero due, di saggio, di consulente o di qualsiasi altra posizione che consenta alla società di avvantaggiarsi e non disperdere la sua esperienza?
    Il Sommo Marquez sostiene che la prima frase dice già moltissimo del libro che va ad aprire: il tono, lo stile, i contenuti. Posso non fidarmi di Gabito – nonostante la sua insana passione per Fidel Castro? No. E allora.
    A me, in termini generali, del ricambio interessa poco. Non lo ritengo importante in sè: la gente, anche se lentamente, invecchia; e non mi risulta che siano state trovate soluzioni per l’immortalità. Quindi, presto o tardi, tutti siamo costretti a lasciare il posto ad altri.
    La competitività è già più importante, ma non ci si deve sforzare molto per capire che non ha a che fare con il ricambio, bensì con la capacità e con la possibilità data alla capacità di esprimersi pienamente o quasi. Invece, siccome questo è un paese che ama innamorarsi dei massimi sistemi senza preoccuparsi delle fondamenta (il federalismo! il ponte sullo stretto! senza se e senza ma!), ecco l’infatuazione per una proposta che ha come unica ratio il mero valore della gioventù. Andando a compulsare l’elenco dei sottoscrittori della proposta medesima io ho l’impressione che gli unici davvero interessanti sono quelli realmente vicini al famigerato limite dei 60 anni: per intenderci, Luca Josi – “padre” dell’iniziativa – ha quarant’anni, il che significa che lascerà campo (semi)libero fra vent’anni. Venti. Anzi, nemmeno, visto che si scrive che il vero oggetto del Patto sono quei “dieci-quindici incarichi posti ai vertici della politica di un Paese” e quindi, se Josi non (ri)entrerà in politica e non diventerà Presidente del Consiglio il Patto che oggi lancia e invita a firmare non lo riguarderà in prima persona.
    Annoia doverlo ripetere per l’ennesima volta: il problema non è l’età di chi occupa certe posizioni (che sono molte più delle dieci-quindici di cui sopra), ma la sua capacità e, ben più in generale, la concreta possibilità di emergere data a chi bravo lo è davvero, per motivi che non abbiano a che fare con il nepotismo, l’appartenenza, la cooptazione in cambio dell’obbedienza. Vogliamo fare qualche esempio? Allora, giusto per seguire l’onda dell’attualità (ahahaha), tra Craxi e Martelli io sceglierei ancora oggi l’originale, e non il giovane delfino. Brin e Page sono due sbarbati, ma quando c’è stato bisogno di rendere Google adulta si sono affidati a un signore che potrebbe essere tranquillamente loro padre. Apple, quando era nella palta, è andata a bussare a casa di uno che veste lupetto-jeans-sneakers, ma che non è proprio di primo pelo.
    Si dirà: beh, da qualche parte bisogna pure iniziare. Forse. Forse il Patto Generazionale è meglio che niente (piuttost che nient, l’è mei piuttost). Io, che ho quarant’anni, so di essere contornato da un buon numero di sessantenni che mi auguro rimangano in pista il più a lungo possibile, perchè sono – semplicemente – più bravi di me, e pure del novantanovepercento dei trentenni nei quali mi imbatto per lavoro. E penso che la famosa competitività di cui alla prima riga trae molto maggior beneficio da uno solo dei punti dei lenzuoli di Bersani piuttosto che da belle iniziative di facciata, ideate da chi non ne ha bisogno e quindi fa bella figura. A gratis.