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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    26/03/2004

    La piazza

    Filed under: — JE6 @ 16:23

    Se ormai non conoscessi bene il soggetto, e la sua sovrannaturale capacità di dire tutto ed il contrario di tutto (convincendo ogni volta milioni di persone) in un periodo di tempo compreso tra i dieci minuti e la settimana, credo che proverei un certo smarrimento nel leggere che il nostro Presidente del Consiglio sostiene che “non ci si può piegare alle azioni di piazza“.
    Non che il concetto sia sbagliato, sia chiaro. Anzi.
    In fondo, il suo ruolo comporta onori ed oneri, e tra questi quello del dover prendere decisioni anche a dispetto della cosiddetta pubblica opinione, se ritenute giuste e necessarie.
    Se si comportasse sempre così, il PdC godrebbe – per quel poco che conta – del mio rispetto. Ma raramente si è visto un uomo politico così prono ai sondaggi, così attento a fare esattamente quello che vuole la piazza, se ciò non contrasta con i suoi personali e non trascurabili interessi. E allora, ecco, leggo; e poi penso che ne ha detta un’altra delle sue. Fosse il bauscia di un bar brianzolo, poco male; ma è il Presidente del Consiglio (PdC), e allora le cose cambiano un po’.

    C’è da scrivere un libro

    Filed under: — JE6 @ 14:19

    Squonk S., Is Not-Value a Value? And above all, who cares? Fundamentals and Practice of Blog Marketing for Poetic and Confused Personalities. New York, Drew&Barrymore, 2004.
    Sodali, si fa? Come dice la maestrina, se ci dedichiamo un’oretta a testa, lo scriviamo davvero e ce lo pubblicano pure.
    Zittialcinema

    Quinta colonna

    Filed under: — JE6 @ 10:47

    Leggo oggi, a casa della PlacidaSignora, la Ballata del Persuasore di Marcello Marchesi.
    Bella, niente da dire. Nella forma, nei contenuti, nella preveggenza.
    Ma. Il “ma” è questo: Marchesi, che noi conosciamo come autore radio-televisivo, era un pubblicitario. Si guadagnava la vita anche (e forse soprattutto), inventando quelli che una volta si chiamavano slogan, e che oggi noi gente del marketing definiamo headlines. Cose come “ti spunta un fiore in bocca“, per intenderci.
    Io capisco e so che le critiche migliori sono quelle che vengono da intelligenze “interne”: si sa e si conosce meglio ciò di cui si parla, ciò che si critica. E spesso, queste sono critiche dettate da una sorta di amore per ciò che si fa, per il proprio lavoro, per il proprio microcosmo.
    Eppure, io guardo sempre con un certo sospetto alle quinte colonne. So che è banale, che il dire “sputi nel piatto dove mangi” è dannatamente semplicistico. Però, che un calciatore dica “il mondo del calcio fa schifo” e continui a tirar pedate, che un pubblicitario irrida il tentativo di inganno o di persuasione che lui stesso compie ogni giorno, che un politico gridi “i politici son tutti ladri” e continui a star lì, sulla sua poltrona, beh, è una cosa che non riesco a digerire. Ci provo, ma non ce la faccio.
    PlacidaSignora

    Massimi sistemi

    Filed under: — JE6 @ 08:15

    Ieri sera, non so se grazie a o per colpa dell’alcool ingurgitato, credo di aver detto una cosa del genere: non essendo un valore, è un valore.
    Le otto persone presenti hanno – giuro – applaudito.
    Non ricordo a cosa mi riferivo, proferendo quella massima, ma temo di aver detto una cosa sensata, dati i bassi tempi che corrono.