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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)

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    26/06/2007

    Sipario, ma anche no

    Filed under: — JE6 @ 08:57

    QuasiRete chiude, e non è una bella notizia (anche perchè il titolare qui si era conquistato l’ambito titolo di “Il nostro inviato sui campetti“: una di quelle cose che capitano una volta sola nella vita). Ci consoliamo con le iniezioni di Gerovital che Carlo sta facendo al suo storico Fuoridalcoro – bisogna pur mettersi di fronte al bicchiere, e vederlo mezzo pieno.
    QuasiRete, Fuoridalcoro

    25/06/2007

    Giocare d’anticipo

    Filed under: — JE6 @ 12:31

    Una volta, il culto della personalità si stabiliva dopo che l’oggetto del culto aveva conquistato il potere. Con San Uolter pare che si sia deciso di anticipare un po’ i tempi.
    Repubblica.it

    Potenza dell’arte

    Filed under: — JE6 @ 12:09

    Andy Warhol è stato uno straordinario artista, nel senso pascoliano del termine: colui che riesce a esprimere ciò che tutti [1] hanno sulla punta della lingua ma nessuno riesce a dire [2]. Purtroppo è morto troppo presto, e questo gli ha impedito di sdoganare Mao in Perù, creando non pochi problemi a Cameron Diaz: il passo successivo, chissà, sarebbe forse stato quello di omologare a Marilyn Monroe quel piccoletto con i baffetti che arringava i tedeschi e gasava gli ebrei – e sono sicuro che gli sarebbe riuscito.
    Deluxe.hu, Repubblica.it

    [1] O, almeno, molti.
    [2] Il che significa, a ben vedere, che si può essere straordinari artisti dicendo o facendo un discreto numero di deplorevoli fesserie.

    Non gioco più, me ne vado

    Filed under: — JE6 @ 10:54

    Lo so che il paragone è abusato, ma questo governo (e quello prima, e quello prima ancora, e così a ritroso fino alla notte dei tempi; e con essi i sindacati, la Confindustria, la Chiesa Cattolica, e andate avanti voi che a me vien da piangere) sembra preso di peso dal più classico dei campetti di periferia: venti bambini vocianti, ciascuno pronto a prendere in mano il pallone e uscire dal campo perchè gli amichetti non gli fanno fare gol.
    Corriere.it

    24/06/2007

    Come Roby Facchinetti

    Filed under: — JE6 @ 08:30

    Ditemi la verità: a noi uomini soli ci riconoscete subito, vero?

    Via Belfiore, 20.30

    Filed under: — JE6 @ 08:27

    Negozi chiusi,
    ristoranti aperti
    citronella e Chanel
    Un uomo canta in macchina
    Rampicanti, terrazze
    Il sole su McDonald’s
    Padre di latte e figlia di cioccolato
    “Mi vendo”
    Nel sacchetto un libro su Lotta Continua
    dietro l’angolo la targa per Calabresi
    e nel parcheggio non c’è più nessuno
    a vendere accendini

    23/06/2007

    44.1 Kbps

    Filed under: — JE6 @ 10:39

    Sono stato un soddisfatto cliente del servizio ADSL di Tiscali per quasi tre anni. Poi, è venuto il momento del trasloco. Telecom mi ha riattivato la linea nella nuova abitazione in sette (7) minuti. Avendo mantenuto lo stesso numero di telefono, chiamo fiducioso il customer service del provider nuragico, spiego quanto avvenuto e informo che la connessione al loro servizio non funziona più. In un crescendo di sgomento, apprendo che ho due possibilità:
    1. Chiedere il trasloco del contratto attuale. Tempi: dai 20 ai 30 giorni lavorativi, con un costo una-tantum di 50 Euro.
    2. Disdire il contratto attuale. Attendere conferma della disdetta. Sottoscrivere un nuovo contratto. Costo: nessuno; tempi: dai 40 ai 60 giorni lavorativi.
    Ho messo la foto di Michael Douglas (sì, sempre quello: Un giorno di ordinaria follia) sul comodino.

    Ritenta, sarai più fortunato

    Filed under: — JE6 @ 10:28

    Devo rifare il passaporto. Mi presento all’ufficio del commissariato di zona, munito di marca da bollo, versamento sul conto corrente postale, fotografie, vecchio passaporto e modulo di richiesta debitamente compilato.
    Il poliziotto prende il plico, e mi chiede se ho figli minori. Gli rispondo che sì, ne ho una, e gli porgo anche il foglio sul quale mia moglie ha vergato il suo consenso all’inserimento del nome della persona corta sul mio passaporto. Dopo una breve scorsa al manoscritto, il mio interlocutore dichiara che quel foglio non va bene, perchè mia moglie acconsente a che il nome di sua figlia venga aggiunto sul passaporto del marito, ma non dichiara esplicitamente che non ha nulla in contrario a che lo Stato italiano mi conceda il passaporto. Ha la lucidità sufficiente per dirmi che sì, probabilmente la cosa si potrebbe dare come implicita, ma insomma le regole sono quelle. Io mi sento sempre più come Michael Douglas – senza peraltro avere nessuna Sharon Stone che mi perturbi le coronarie – e non so se mi viene più da ridere o da piangere.

    21/06/2007

    Tutto il Walter minuto per minuto

    Filed under: — JE6 @ 13:53

    Mi rendo conto che mi costa sempre più fatica resistere alla tentazione di cedere ad una liberatoria deriva qualunquistica, ma dopo essermi letto tutte le pagine di politica, e cronaca (quindi politica) e cultura (quindi politica) ed economia (quindi politica) di Corriere e Repubblica per due giorni consecutivi, oggi – di fronte al crescendo di isteria che permea gli articoli con i quali i media presentano la decisione di Veltroni di candidarsi a segretario del PD – neanche fossimo alla vigilia di una dichiarazione di guerra o di un evento destinato a cambiare le tristi sorti dell’umanità – mi sento pericolosamente simile al Michael Douglas di Un giorno di ordinaria follia. La cosa non mi piace, e se devo essere sincero la mia incrostata coscienza di “sincero democratico” me ne fa anche vergognare un po’. Ma so di non avere tutti i torti.
    [Peraltro, anche qui oggi si sono dedicati due post all’argomento; uno per cialtroneggiare un po’, sia detto a parziale discolpa]

    I come Ignoranza (o Ilarità)

    Filed under: — JE6 @ 10:57

    Tra i vari fallimenti del governo Berlusconi non si può evitare di ricordare quello relativo alle famose tre I, una delle quali stava ad indicare la diffusione della conoscenza dell’Inglese come priorità nazionale. La prova provata del fallimento in questione è un bar di Grinzane Cavour, apparentemente orgoglioso di chiamarsi Bar Red Cock (il caffè è buono, però).